Un campionato senza un vero padrone
Arrivati a dicembre, la Serie A ha già offerto 13 giornate intense e una sensazione chiara: la corsa scudetto è più aperta che mai. Le grandi non hanno trovato una continuità assoluta, le rivali emergenti hanno alzato il livello e lo scenario complessivo è diventato quasi indecifrabile. Il Napoli campione d’Italia ha vissuto alcuni momenti di difficoltà, l’Inter ha perso punti pesanti negli scontri diretti, mentre Milan e Roma si sono inserite con decisione nella lotta. Bologna e Como rappresentano la nuova fascia media competitiva, mentre la Juventus — pur tra problemi e transizioni — resta sempre pericolosa. Le prime sette squadre sono racchiuse in cinque punti: un equilibrio raro.
In questo contesto complesso, le 130 partite disputate finora e i dati raccolti da Hudl StatsBomb permettono di individuare tendenze utili per leggere meglio la stagione, tra stili di gioco, solidità, criticità e potenzialità.
Il peso degli Expected Goals
Per capire quali squadre stiano realmente performando meglio, un primo indicatore fondamentale è quello degli Expected Goals. Concentrandosi sugli xG da azione — escludendo calci piazzati e rigori — emerge una suddivisione netta. Il valore medio del campionato (0.76) permette di dividere il quadro in quattro quadranti: nel migliore, quello delle squadre che creano molto e subiscono poco, compaiono tutte le big attese… e un intruso inatteso: il Verona.
L’Hellas è una delle anomalie statistiche della stagione, con una produzione offensiva rilevante che però non si è tradotta con coerenza in gol. Inter, Milan, Juventus e Atalanta popolano lo stesso quadrante, ma spicca soprattutto l’Inter: i nerazzurri non solo creano più occasioni di qualità rispetto a chiunque, ma ne concedono anche meno. Il fatto che siano terzi con un solo punto di svantaggio dalla vetta testimonia l’equilibrio, non una mancanza di qualità.
Pressione alta e aggressività: il PPDA
Un altro dato rilevante per definire le identità delle squadre è il PPDA, che misura quanti passaggi si concedono agli avversari prima di intervenire in pressing. Un numero basso indica aggressività ed efficacia. Quest’anno, il Como di Fabregas è la squadra che concede meno libertà alle rivali: un dato coerente con quanto già visto nella scorsa stagione.
Subito dietro emerge la Roma di Gasperini, che sta trasportando nel nuovo progetto tecnico l’aggressività che ha contraddistinto il suo lungo ciclo a Bergamo. Il Bologna di Italiano è terzo: una posizione che conferma la continuità del suo approccio, pur con qualche variazione rispetto agli anni precedenti.
La forza delle transizioni e dei contropiedi
Hudl StatsBomb distingue come “tiri da contropiede” quelli generati nei 15 secondi successivi a un recupero del pallone nella propria metà campo. Qui il Bologna domina: oltre 1,5 tiri a partita derivano da transizioni lunghe, uno strappo nettissimo sulle altre squadre. Verona e Cagliari seguono con profili interessanti.
Questa metrica è spesso collegata al pressing: chi aggredisce alto recupera palloni più vicini alla porta avversaria, chi lo fa più basso produce invece più contropiedi lunghi. Un aspetto curioso riguarda la Roma, penultima per tiri subiti in ripartenza: un punto critico che può pesare soprattutto negli scontri diretti.
Le occasioni nitide create e concesse
Un altro indicatore chiave riguarda le “occasioni pulite”, cioè quelle conclusioni in cui il giocatore si presenta di fronte al portiere senza altri difensori sulla linea di tiro. Juventus e Milan guidano questa statistica difensiva: i rossoneri sono particolarmente impressionanti, considerando le trasformazioni tattiche estive.
Dal lato opposto, Bologna e Verona continuano a distinguersi per la capacità di creare chance nitide: un segnale di qualità nelle transizioni e nelle letture offensive.
Il Napoli tra difficoltà e stabilità
Il Napoli di Conte è il grande enigma della prima parte di stagione. Pur percepito come meno dominante rispetto alla scorsa annata, difensivamente resta tra le squadre più solide in quasi tutte le situazioni. I dati mostrano una tenuta complessiva elevata, nonostante l’alternanza forzata dei difensori e i cambiamenti di assetto.
L’infortunio di De Bruyne ha imposto una revisione del progetto tattico iniziale, mentre nelle ultime gare Conte ha dato più centralità a Neres e Lang per aumentare l’imprevedibilità offensiva. La fase di costruzione del nuovo Napoli è ancora in corso.

Il verdetto del campo arriverà presto
Il prossimo weekend offrirà test decisivi: Inter-Como, Lazio-Bologna e soprattutto Napoli-Juventus. Tre partite potenzialmente rivelatrici per capire se quanto visto finora è davvero un trend destinato a consolidarsi o solo una fotografia provvisoria di un campionato imprevedibile.






