Allenatore, guida, motivatore, persino sarto.
Così la Gazzetta dello Sport descrive Antonio Conte, capace di cucire addosso al suo Napoli un abito su misura con l’arrivo di Kevin De Bruyne. Il belga, stella da 16 titoli con il Manchester City, ha esordito convincendo subito con gol e qualità. Ma per Conte il valore aggiunto non è mai il singolo, bensì il collettivo: il Napoli campione d’Italia deve ripartire con la stessa fame, evitando cali pericolosi come quello che aveva portato a un decimo posto inatteso dopo l’estasi scudetto.
«Ai ragazzi ho chiesto di avere un buon impatto sulla partita e di mandare un segnale innanzitutto a noi stessi — ha dichiarato Conte —. Non deve cambiare niente rispetto all’anno scorso dal punto di vista dell’attenzione e della dedizione. E su questo ho avuto un buon riscontro perché fin dall’inizio abbiamo portato la partita dalla nostra parte».
Un segnale forte, arrivato da De Bruyne ma anche dall’altro rinforzo estivo, Scott McTominay. L’ex Manchester United ha già convinto il tecnico, che ne ha esaltato la duttilità: «È un assaltatore, arrivando da dietro può diventare devastante e ha anche il tiro da fuori. Il gol? È una situazione che proviamo in allenamento».
Conte, però, non si ferma al contributo dei big. Nella prima giornata ha trovato spazio anche un volto nuovo: Antonio Vergara, ventidue anni, prodotto del vivaio azzurro e reduce da un’ottima stagione con la Reggiana. «È un ragazzo del vivaio, l’anno scorso ha fatto un ottimo campionato e quest’anno farà parte della nostra rosa. Io se decido di far giocare qualcuno non guardo se è giovane, meno giovane, quanti anni ha. Sono tutti dediti alla causa e di volta in volta sfrutteremo chi mi dà maggiori garanzie».
Per Antonio Conte, dunque, la priorità resta la mentalità. «È l’unione della squadra che l’anno scorso ci ha fatto fare qualcosa di straordinario. Bisogna meritare questa maglia che ora, con lo scudetto sul petto, pesa eccome».
Una filosofia che riassume il suo metodo: compattezza, lavoro e disciplina. Non a caso il tecnico predica subito concentrazione, ricordando che la stagione è appena all’inizio. «Sappiamo che c’è da lavorare, lo stiamo facendo bene e dobbiamo continuare su questa strada».
Il futuro si chiama già Napoli-Cagliari, sfida che evoca dei ricordi dolcissimi di scudetto e che oggi rappresenta il primo banco di prova per capire fino a che punto il nuovo Napoli di Conte e Kevin De Bruyne possa spingersi.






