Conte ed il Napoli: un periodo difficile
Il Napoli di Conte ha perso da poco per 2-0 al Dall’Ara di Bologna contro i felsinei di Vincenzo Italiano. La squadra azzurra si è dimostrata incapace di controbattere alle sfuriate emiliane ed ha perso nettamente. In conferenza Antonio Conte ha usato parole durissime: “Noi dobbiamo cercare di affrontare e cercare di risolvere alcune situazioni. Venti giorni fa abbiamo già parlato di alcune cose con i senatori, ci sono preoccupazioni che ho tutt’ora. Nel calcio il compitino non basta, ci vuole ardore e passione. Il Bologna oggi ne ha messo a bizzeffe. Noi alla prima avversità siamo crollati. Mi dispiace, mi dispiace tirar fuori scheletri del passato. Dobbiamo veramente riflettere, parlerò anche con il club di questo aspetto, ma già lo sapevano. Dopo tre mesi di lavoro facciamo ancora il compitino. Non c’è ancora alchimia, positività, voglia di combattere che c’era lo scorso anno. Sono cose che non so se riusciremo a cambiare. Se si parla di tecnica e di tattica è un conto, quando vedi altre cose significa che io non sto facendo un buon lavoro. È giusto che il club lo sappia. Qualcosa bisogna fare, non c’è da accompagnare un morto. Io i morti non li voglio accompagnare, altrimenti ognuno si prende le responsabilità, io per primo. Eventualmente sarò il primo a farlo. È facile tante volte coprirsi dietro altri. Finché siamo ancora in tempo ci si può prendere le responsabilità. Sotto questo punto di vista non ho fatto un bel lavoro, non vedo una squadra che ci mette il cuore. Ognuno pensa a se stesso e questo mi dispiace, ma siamo ancora in tempo se abbiamo voglia di cambiare il trend”.
Conte e la fine al Tottenham: parole molto simili
In una delle sue ultime conferenze stampa da allenatore del Tottenham, Antonio Conte rilasció le seguenti dichiarazioni: “Se vuoi diventare una squadra forte, che gioca per vincere, devi metterci il desiderio, devi aiutare i compagni, avere il fuoco negli occhi e mostrarlo in ogni momento: io in campo vedo solo 11 giocatori che giocano per loro stessi. Sotto questo punto di vista siamo peggiorati rispetto alla scorsa stagione.
È inaccettabile che i giocatori non mostrino senso di appartenenza, voglia di lottare per la squadra, voglia di lavorare per migliorare, anche dal punto di vista mentale”.
Le situazioni di classifica e di ambizioni erano diverse, ma queste parole sono molto simili tra di loro. Nei prossimi giorni si potrà capire di più.






