La scoperta di Conte al Dall’Ara
La solidità difensiva del Bologna di Vincenzo Italiano è sfuggita a molti, ma non ad Antonio Conte. Come spesso accade nel calcio, alcune qualità emergono davvero solo quando le si può osservare da vicino. Per Conte, quel momento è arrivato il 7 aprile: il suo Napoli, in corsa per accorciare il distacco di quattro punti dall’Inter, doveva vincere. Ma per farlo, serviva un’impresa: espugnare il Dall’Ara, casa della squadra più intensa e aggressiva della Serie A.
Il paradosso del Bologna: pressing e pochi gol concessi
Il Bologna è un paradosso tattico. Pressa altissimo, si espone, prende rischi, eppure riesce a concedere pochissimo. I numeri, però, raccontano una storia più sfumata: nona miglior difesa del campionato, ma con 15 gol subiti in più rispetto agli Expected Goals previsti (secondo i dati di StatsBomb). Solo Juventus e Napoli hanno fatto meglio, ma il Bologna ha concesso poche occasioni, spesso però troppo pulite.
Bologna-Napoli: la partita chiave
Un esempio emblematico? Proprio Bologna-Napoli. Gli azzurri hanno creato 1.26 xG, ma quasi tutto proveniva dal gol di Anguissa (0.95 xG). Dopo quel momento, il Napoli si è smarrito. Una punizione di Raspadori e un’occasione finale con Rrahmani sono tutto ciò che ha prodotto. In quell’azione finale è emerso Sam Beukema, che con un intervento provvidenziale ha salvato il risultato. Una scena che, forse, Conte ha impresso nella memoria.
Il duello con Lukaku e una prestazione da leader
In quella partita, Beukema è stato monumentale: ha tenuto a bada Lukaku, simbolo dell’attaccante fisico tanto amato da Conte. Il difensore olandese ha vinto 3 duelli aerei su 5, effettuato 3 intercetti, 5 spazzate, un contrasto. Ma ha anche contribuito in costruzione, con 90% di precisione nei passaggi (46 su 51), un passaggio chiave, e movimenti propositivi anche senza palla.
Perché Beukema è perfetto per Conte
Beukema incarna il tipo di centrale che piace a Conte: forte fisicamente, affidabile nell’uno contro uno, ma soprattutto lucido in fase di impostazione. In un contesto più basso e posizionale rispetto a quello del Bologna, può dare il meglio. È fortissimo nel gioco aereo (66% di duelli vinti), molto più di Lucumì (+12%), e ha una qualità difensiva solida anche con poco spazio alle spalle.
Ma è con il pallone che Beukema diventa un asset. Era spesso il vertice del 3+1 con cui il Bologna costruiva da dietro, il primo a uscire dalla pressione con passaggi o conduzioni. È primo tra i difensori rossoblù per Deep Progressions (5.70 ogni 90’), ben sopra Lucumì (3.71), e in Serie A fa meglio solo di Bastoni e Kolasinac. Segno di una presenza tecnica costante e centrale nella manovra.
Un upgrade rispetto a Rrahmani?
Beukema gioca naturalmente a destra, è destro di piede, e sembra l’evoluzione ideale di Rrahmani. I due sono tra i difensori che tentano più passaggi in Serie A, ma il kosovaro ha una precisione leggermente superiore (+4%). Tuttavia, Beukema è più attivo nel superare linee di pressione, più moderno, più dinamico.
Il 3-5-2 come orizzonte tattico
Dietro l’acquisto c’è forse anche l’idea di Conte di tornare al 3-5-2. Nella scorsa stagione il modulo ha vissuto alti e bassi, ma con tre centrali di livello – Beukema, Rrahmani, Buongiorno – e con un portiere come Milinkovic-Savic capace di lanciare lungo, la costruzione dal basso del Napoli potrebbe diventare un’arma letale.
Il Napoli, insomma, ha fatto un investimento pesante. Beukema non è solo un rinforzo: è una presenza che può cambiare le gerarchie, i moduli e forse anche l’identità difensiva della squadra. Conte ha una rosa più profonda, ma anche una responsabilità maggiore: scegliere, gestire, rinnovare. E in difesa, il momento delle decisioni è arrivato.






