Con il pareggio del Sinigaglia la stagione del Napoli è prossima alla conclusione. Alla squadra di Conte basteranno infatti 3 punti nelle prossime 3 gare per essere certi della qualificazione alla prossima Champions League. Basterà battere il Bologna di Italiano al Maradona per raggiungere l’obiettivo minimo del campionato azzurro. Salvo crolli finali il Napoli arriverà secondo o terzo, condizione per rendere sufficiente ad avviso di chi scrive la stagione.
Quindi si può dire che questa stagione ha ben poco da dire e che siamo agli sgoccioli, ed è quindi tempo dei bilanci.
Da un punto di vista sportivo la nave è arrivata in porto nonostante un’annata assai travagliata. A fine gennaio penso che tantissimi avrebbero messo la firma per la matematica qualificazione in Champions League a 1/2 gare dalla fine del campionato. Il biennio Contiano a livello puramente sportivo è sicuramente positivo.
Ma cosa è stato costruito in vista della prossima stagione? Questo quesito, di vitale importanza per il futuro del club, non ha una risposta immediata e questo è abbastanza preoccupante.
Siamo sicuri che Conte sia ancora l’uomo giusto per il Napoli?
Il Napoli infatti, nonostante un mercato faraonico ha meno gol fatti e più gol subiti a questo punto del campionato rispetto alla scorsa stagione. Il Napoli attuale ha subito dieci gol in più di quello dello scorso anno nello stesso momento del campionato ed ha segnato tre reti in meno rispetto allo stesso punto della stagione. Se era preventivabile subire qualche gol in più rispetto allo scorso anno, avere addirittura tre reti in meno è agghiacciante. Con ogni probabilità il Napoli chiuderà sotto le sessanta reti in campionato e se così fosse ci sarà un triennio dove il Napoli avrà chiuso sempre sotto i 60 gol in campionato. Una cosa simile non si verificava dai primi 3 anni di Serie A dell’era De Laurentiis. Quello era un altro Napoli, ovviamente. Se dopo un mercato faraonico (senza rivali in Italia) la situazione è questa allora avere preoccupazioni per il futuro non solo è normale, ma è anche doveroso.
Conte è legato da un contratto fino al 2027, ancora è dubbia la sua permanenza, probabilmente nel giro delle prossime 2 settimane ne sapremo di più. Ma ove mai dovesse rimanere Conte davvero è pensabile che un allenatore con questo curriculum e con questa esperienza ammetta i suoi errori e cambi il suo modus operandi? Sembra difficile pensarlo. Ma la domanda da farsi è: Conte davvero è ancora un allenatore moderno ed al passo coi tempi come manager? Cioè non solo da un punto di vista tattico (dove ad avviso di chi scrive si difende ancora bene), ma anche da un punto di vista gestinale e di mercato?
Le offerte sembrano dire il contrario. Da quanto noto infatti nessun club di livello uguale o superiore al Napoli è interessato a Conte. L’unica offerta reale che l’allenatore pugliese ha tra le mani è la Nazionale Italiana. Una panchina sempre prestigiosa, ma completamente diversa da un club e sicuramente una panchina bollente in questo momento storico. Conte quindi non ha particolari offerte e questo deve far riflettere. Siamo sicuri che sia il Napoli ad aver ancora bisogno disperato di Conte e non il contrario? I rapporti sono cambiati rispetto al 2025.
In ogni modo tra tantissimi esuberi da piazzare (potrebbero seriamente tornare tutti i giocatori che si trovano in prestito) e tra giocatori svalutati il futuro non appare luminoso. Forse solo un cambio, unito qualche ritocco sul mercato, potrebbe dare nuova luce. E non è neanche detto basti.






