Argentina-Spagna è la finale dei mondiali più giusta
Come al solito, Argentina – Inghilterra passerà alla storia. O meglio. Già è storia. Una partita epica, di garra, grinta. Soprattutto di cuore. Di passione. Di identità ben definita. Scolpita nella mente. Tutte peculiarità che hanno permesso ai ragazzi di Scaloni di staccare il pass per la seconda finale mondiale consecutiva.
E se fino a poche ore fa il cammino di Messi e compagni aveva fatto storcere il naso a molti (per arbitraggi e avversari incontrati), la semifinale è stata straordinaria.
In particolare dal minuto 60 al minuto 100 (più di 10 minuti di recupero).
Ben 40 minuti tra i più belli di sempre. L’Inghilterra è sembrata un pugile al tappeto. Pali, miracoli del portiere, salvataggi difensivi. E poi i gol. Meritati.
Come se per gli argentini la guerra delle Falkland fosse scoppiata ieri. Hanno giocato con il sangue negli occhi in onore di chissà quale dio (qualche idea la abbiamo). Un popolo di una identità da far invidia.
Da vedere e rivedere. Oltre i 22 in campo, gli altri attori protagonisti sono stati i due allenatori: Scaloni e Tuchel. Il primo che ha fatto tutto bene, il secondo che ha fatto tutto male. Un tale disse che “il miglior allenatore è quello che fa meno danni”. Bene, dopo questa partita si può candidamente ammettere che il tedesco selezionatore inglese ha deciso di metterci quanto più dita possibili. Con arroganza, supponenza, saccenza. Ampolloso, da stracciare il tesserino un minuto dopo il triplice fischio. Ha tolto forza al miglior calciatore d’oltremanica (ovviamente Bellingham), ha costretto Kane a fare una gara ridicola e ha fatto così tanta confusione che ad un certo punto anche i difensori si pestavano i piedi. Incredibile. Mai forse era successo a questo livello che un allenatore da solo buttasse nella merda una semifinale di un mondiale.
Ma onore all’Argentina. Quando lo sport viene praticato con determinati valori, allora l’unica cosa da fare è alzarsi in piedi ed applaudire.
A lungo. Una notte intera.
Spagna e Argentina si contenderanno la palma di campione del mondo. Giusto così. Sono le migliori. O meglio, sono quelle più legate al nobile concetto di sport per una nazionale.
