Inter-Napoli è stata una partita bella, bellissima. Una di quelle che ti riconciliano col calcio, che ti fanno ricordare perché vale la pena pagare un abbonamento o un biglietto allo stadio. Uno spettacolo per gli occhi, un po’ meno per il cuore dei tifosi. Una di quelle sfide che danno lustro alla Serie A, senza bisogno di esportare il brand fino a Perth per far finta che il calcio italiano sia ancora appetibile.
Ma Inter-Napoli, alla fine, metteva in palio tre punti. E adesso che il capitolo nerazzurro è chiuso, il Napoli ha l’obbligo morale e sportivo di fare un sol boccone delle prossime due: il recupero col Parma e la sfida con il Sassuolo. Servono sei punti pieni per non vanificare quanto di buono fatto contro l’Inter e per restare in scia, mentre l’infermeria – si spera – comincerà a svuotarsi.
Napoli, obiettivo 41 punti
Vincere col Parma significherebbe chiudere il girone d’andata a 41 punti, in proiezione 82: la quota Scudetto dello scorso anno. L’Inter, vincendo anch’essa il recupero col Lecce, chiuderebbe invece a 45 punti con una proiezione di 90. Pertanto, il Napoli dovrà fare molto meglio nel girone di ritorno per restare aggrappato ai nerazzurri fino alla volata finale. Impresa complicata? Forse. Ma non impossibile, considerando alcuni segnali incoraggianti.

Uno di questi è senza dubbio l’infermeria. Anguissa è sul viale del reintegro, così come Gilmour. Ci vorrà un po’ più di tempo per Lukaku e De Bruyne, ma avere già uomini pronti a far rifiatare McTominay e Lobotka (che giocano praticamente senza sosta da due mesi, ndr) sarebbe già un successo. Stesso discorso per Neres, diventato imprescindibile nel nuovo assetto tattico di Conte. In attesa di capire, ovviamente, cosa potrà succedere sul mercato di gennaio.
Un altro segnale positivo arriva dal calendario: superato l’ostacolo Inter, resta soltanto la Juventus tra le trasferte ad alto coefficiente di difficoltà. Tutti gli altri big match, eccezion fatta per l’Atalanta, il Napoli li giocherà in casa, dove non perde da più di un anno. Un dato che pesa, soprattutto in vista di una seconda parte di stagione in cui il Maradona potrà tornare a essere un vero fortino.
Migliorare lo score con le piccole
Il trittico Torino-Udinese-Verona all’andata ha portato appena un punto. Un bottino troppo magro per chi vuole ambire al titolo. Se da un lato è vero che, rispetto all’andata, il Napoli ha già due punti in meno (visto che allora vinse con l’Inter), dall’altro è chiaro che migliorare il rendimento contro le piccole è ormai un obbligo, non un’opzione.

Perché lo Scudetto, forse, non si vincerà a 90 punti, ma di certo non si conquista con 82. E per arrivare a quota 86-87, il Napoli dovrà necessariamente limare le distrazioni contro le medio-piccole. Anche perché, negli scontri diretti, a parte il Milan, ha dimostrato di saperci stare eccome. Il salto di qualità, adesso, passa dalla continuità. E contro Parma e Sassuolo, non ci sono alibi: servono sei punti, punto e basta.






