È fresca la notizia che vede Ndoye sempre più vicino alla Premier, direzione Nottingham, il giocatore si trasferirà per una cifra complessiva di circa 45 milioni, una somma importante per un giocatore che per caratteristiche, avrebbe fatto sicuramente comodo ad Antonio Conte.
Il Napoli ora dovrà virare su un altro obiettivo per aggiungere l’ultimo tassello ad un attacco a cui manca solamente l’esterno, i nomi si sono susseguiti nelle ultime ore, tra vecchie fiamme, come Garnacho, e occasioni low cost come Grealish o Sterling. La scelta dell’esterno offensivo non è solo un altro acquisto da aggiungere ad una lista già ampia, ma l’occasione di andare a migliorare notevolmente un mercato (per citare Giuseppe Pastore) grosso, ma non grande.
La panchina si allunga, e i titolari?
Agosto non è ancora arrivato e il Napoli ha già messo a segno diversi colpi in entrata, quasi da completare il gruppo squadra ancor prima del secondo ritiro di Castel di Sangro. Circa 120 milioni sborsati dalle tasche del presidente De Laurentiis tra prestiti con obbligo di riscatto, bonus alla firma, e acquisti a titolo definitivo. Una somma decisamente importante, ma si può dire lo stesso per gli effettivi aggiunti alla rosa?

Con Antonio Conte avente carta bianca sul mercato, la politica è cambiata: se il Napoli tempo fa prediligeva nomi internazionali, futuribili e con background in importanti vivai, come Fabian Ruiz, o il più recente Kvara, oggi si è deciso, almeno al momento, di spendere soprattutto su profili di medio/piccole di Serie A, giocatori che possano allungare la panchina e migliorare il collettivo in una stagione piena di impegni.
La sensazione però, è che nonostante la somma già estremamente elevata spesa dal Napoli, un po’ l’amaro in bocca ci sia. Infatti nei diversi acquisti già conclusi, il solo De Bruyne ad oggi è un ‘nuovo titolare’, se così si vuole chiamare, viste le ultime stagioni in cui per problemi fisici, Guardiola lo ha utilizzato con il contagocce in campionato. È certo che la panchina fosse il focus, e non è un errore metterci consistentemente mano, ma potrebbe esserlo sopravvalutare il gruppo dei titolari, che in una stagione da una competizione, contro una Inter martoriata da infortuni e impegni, ha chiuso con 82 punti, facendo in termini di puro punteggio, niente di più e niente di meno, rispetto alle aspettative.
Antonio Nusa: tutto ciò che il mercato del Napoli non è stato
Ed allora l’esterno, il tassello che può elevare il mercato del Napoli, da grosso, a grande, portando su un altro livello un attacco che la scorsa stagione ha faticato ben più del reparto difensivo. Ed il nome giusto, per talento, background internazionale, e per garantirsi un futuro ritorno economico, è quello di Antonio Nusa. Classe 2005, titolare in nazionale norvegese e esterno del Lipsia, ha da tempo gli occhi addosso delle principali società europee, movimenti nello stretto e velocità già da top player, balistica di altissimo livello, ma soprattutto, e questo è l’aspetto che tatticamente più interessa, a differenza di Lang, è un giocatore estremamente altruista in fase difensiva, avendo un passato, seppur breve, da quinto a centrocampo.
Nusa è tutto quello che non è stato il mercato del Napoli fino ad oggi, è innegabile che sia un rischio, le cifre sono alte, e il talento, nonostante sia evidente, ad oggi è solo un talento, ma un rischio del genere è quello che serve ad una squadra che dopo aver allungato la panchina, ha bisogno di alzare il livello dei titolari, che al momento, non sono all’altezza degli obiettivi europei dichiarati dallo stesso De Laurentiis.

La valutazione sul calciomercato del Napoli passerà molto dall’esterno offensivo, crescere e mutare non è un errore, neppure fidarsi di Conte lo è, ma la trattativa Ndoye deve ricordare a De Laurentiis che certe cose non devono cambiare, che le certezze possono far vincere i campionati, ma per diventare grandi per davvero serve aggiungerle ad una dose importante di rischio, economico e tattico in questo caso. La soluzione è lì vicino, il Napoli a questo punto, per crescere ulteriormente, e forse definitivamente, torni alle vecchie tradizioni.






