La scelta del nuovo allenatore del Napoli assume sempre più i contorni di un film all’ultimo colpo di scena.
Se due anni fa il colpo di scena fu dovuto al fatto che, in mezzo a una girandola infinita di nomi, venne poi scelto l’unico che mai era stato nemmeno lontanamente immaginato da chiunque, questa volta la gara sembra essere una corsa a due in cui un giorno si registra un sorpasso e quello dopo il controsorpasso.
Allegri o Italiano. Italiano o Allegri.
Nell’ormai famosa conferenza stampa post-partita di Napoli Udinese ADL aveva dato un primo indizio “aspettiamo la fine delle partite di stasera” che indirizzava chiaramente verso Max. Poi è successo quello che tutti abbiamo visto, Milan fuori dalle prime 4, azioni (e reputazione) di Allegri in caduta libera. Ieri è sembrato il giorno decisivo per Italiano.
Il ritorno del corto muso
Invece le ultime ore sembrano registrare un nuovo sorpasso, di horto muso come direbbe qualcuno, di Allegri.
Le ragioni, allo stato attuale, di questa scelta?
Allegri ha le spalle larghe ed è più aziendalista di Italiano, così arriva la notizia da spifferi interni.
Sinceramente non ce la sentiamo di condividere questo pensiero e, come sempre, proviamo a spiegarci tramite un ragionamento.
L’idea che Allegri sia aziendalista è piuttosto fallace. Allegri protegge sempre sé stesso, non il club. Lo ha fatto con la Juventus, quando ha contestato in maniera plateale l’operato di Giuntoli, e lo ha fatto con il Milan, tramite i suoi “house organ”che non mancavano mai di dire di come la rosa rossonera fosse scarsa e di come Max stesse facendo i miracoli.
Anzi, a ben pensarci, Allegri è forse l’unico allenatore ad avere degli organi di stampa (ufficiosi, per carità) che lo difendono per partito preso.
A nostro parere, nei fatti, è molto più aziendalista un allenatore che non proferisce verbo se gli vendono la miglior punta del campionato a gennaio (Vlahovic, ndr, passato dalla Fiorentina alla Juventus), che non protesta quando gli smantellano la squadra dove è appena approdato (il Bologna) e non dice mai una parola fuori posto verso la dirigenza.
Non solo, se la spiegazione è avere le spalle larghe, beh, quale migliore occasione di avere un allenatore che, in caso di difficoltà, avrà i fucili puntati di tutta la stampa e tutto il tifo?
Perché, caro ADL, questo non succederà con Allegri. Proprio in virtù delle sue amicizie, Allegri sarà sempre scagionato, anche se dovesse arrivare di nuovo quinto. E la colpa, sai su chi verrà fatta ricadere?
Proprio così, su di te. E stavolta non riusciremmo a pensarla diversamente. Perché prendere Allegri, adesso, ha davvero poco di sensato.





