Manna Giovanni, detto Nanna. Come la Ninna Nanna, o la Nanna Ninna per citare Trilussa riportato da Claudio Baglioni nel lontano 1974.
Perché mai? Perché non ha “giocato” al rialzo con il Bologna, facendo un favore al ds felsineo Sartori? Perché il Nottingham Forest, club di Premier League, ha offerto a Dan Ndoye un ingaggio per il Napoli inavvicinabile? E se pure avesse dato al calciatore lo stipendio “inglese”, cosa avrebbe raccontato De Laurentiis allo spogliatoio? Cosa avrebbe detto al miglior calciatore del campionato Scott Mctominay (intuizione di Manna, ndr)? Che l’esterno svizzero, autore di 9 gol per la prima volta nella sua vita, avrebbe guadagnato più di lui? Per quale motivo?

Come avrebbe tenuto le redini dello spogliatoio Antonio Conte, che sapientemente ha abbandonato la pista Ndoye la bellezza di dieci giorni fa? Avrebbe dovuto accettare il 20% della futura rivendita? Cosa è diventato il Napoli, un club di terza fascia?
Il mercato, le trattative e gli ingaggi non sono facili come comprare le carte dei Pokémon o 1 Kg di cozze al mercato del pesce. Vai là, chiedi e vieni servito e magari nel frattempo ti fai pure una chiacchiera con qualche altro cliente del pescivendolo. Se pensiamo questo, abbiamo sbagliato sport, anzi, ambito.
Bene ha fatto il Napoli a lasciare l’ormai ex Bologna agli inglesi. Un club Sovrano, che non si lascia mai influenzare da eventi esterni, non poteva certo fare una guerra arricchendo calciatore e club. Del resto, non stiamo parliando di George Best. Buon profilo, ci mancherebbe. Ma basta guardare oltre le Alpi e si trovano calciatori funzionali in ogni dove.
Manna ha portato 6 calciatori nel ritiro di Dimaro, tra cui Kevin De Bruyne trattato personalmente.
Questi sono i fatti, incontrovertibili. Per chi invece vuole solo chiacchierare, al mercato del pesce qualcuno disposto ad ascoltarlo lo troverà sempre.





