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Napoli tra errori di mercato e scelte controverse: serve cambiare rotta

De Laurentiis e Conte chiamati a rivedere scelte di mercato e gestione dello spogliatoio per salvare la stagione del Napoli

Vincenzo Barretta di Vincenzo Barretta
10 Novembre 2025
in Editoriali
Tempo di Lettura: 3 min
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antonio conte conferenza

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Erano tanti i segnali, come spesso da queste pagine abbiamo cercato di far notare.
Ma puntualmente, nella città perennemente spaventata dal futuro e soggiogata dai curriculum, la testa veniva messa nella sabbia. La classica polvere sotto al tappeto, insomma.

Erano abbastanza chiari i pericoli, figli di un non gioco che da troppo tempo va avanti. Conseguenza di comunicazioni ridicole, che sono in netto contrasto con la managerialità aziendale e una gestione della rosa da far rabbrividire allenatori senza un minimo di esperienza.

Immaginiamo, puramente come esempio, essere David Neres e vedere giocare Matteo Politano anche se è al 10% della forma fisica. Oppure Noa Lang, titolare inamovibile in quel PSV che al Napoli ne ha dati 6. O Sam Beukema, arrivato per 33 milioni a quasi 27 anni col sapore di titolarità e non rivendibilità. O Lorenzo Lucca, già di per sé follemente valutato e pagato 40 milioni, che si vede prima titolare e poi non più per l’arrivo di Rasmus Hojlund, più giovane di lui di 3 anni e che, pure se sta fuori per infortunio, non vede il campo perché un esterno va a fare il cosiddetto falso 9.

Fuori dal campo, è un continuo puntare il dito per giustificare le oscenità europee. E prima la società, poi lo staff medico, poi i calciatori.
Non vogliamo metterci nei panni di dottori professionisti del settore che fanno la tripla competizione da 15 anni sentirsi dire, in diretta internazionale, che devono crescere nel loro lavoro. Detto da un non professionista di quella materia. Incommentabile.

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E poi i 2 tiri in 4 partite, gli allenamenti tripli, le dichiarazioni oscene dopo Pisa (quando nessuno avrebbe scommesso un euro che il Napoli aveva problemi interni). Ed una campagna acquisti, che ad oggi, candidamente ammissibile, è totalmente sballata.

La responsabilità di De Laurentiis

Da questo aspetto passiamo all’altro protagonista: Aurelio De Laurentiis. L’errore primario è, naturalmente, suo. Perché solo chi è spaventato da quel maledetto decimo posto (unico evento in due decenni) mette in mano ad un allenatore pro tempore i “risparmi” di 20 anni, accumulati con sapienza.

Ma anche se lo fai, anche se decidi di dare tutto in mano agli uomini mercato (nel caso del Napoli, Manna e Conte) devi assolutamente pretendere che questi soldi siano la garanzia per il futuro. Invece no. La media età è rimasta invariata ed il Napoli avrà serie difficoltà ad accingere da plusvalenze per i mercati futuri. E visto che i soldi non cadono dagli alberi, è strettamente necessario che gli acquisti di questa sessione dimostrino un valore superiore alle aspettative. Cosa che ad oggi, in nessun elemento, sembra avvenire.

Ma ritorniamo a De Laurentiis. Quel decimo posto ha cambiato la sua visione dell’azienda. Esiste un Napoli pre e post 2023/2024. Quel decimo posto è stato per il Napoli e per De Laurentiis quello che Avatar è stato per il cinema, o Taxi Driver, andando indietro nel tempo. Nulla come prima. Niente. Né le scelte di mercato, né il coraggio delle azioni, né la politica che hanno copia-incollato un po’ ovunque.

Quel decimo posto non ha tramortito solo parte di piazza, quella che crede che senza Conte non ci fosse passato, non ci sarebbe presente, non esisterà futuro, ma anche e soprattutto De Laurentiis. Noi siamo assolutamente contrari a questo tipo di politica. Lo abbiamo detto, lo diciamo, lo ribadiamo. Anche se, come anno scorso ha dimostrato, vincente.

Conte e la necessità di un cambio di rotta

Tornando a Conte, ovvio che non ci aspettiamo né dimissioni, né esoneri, né altro. Piste che non stanno né in cielo né in terra.
Ci aspettiamo altresì un cambio di rotta repentino. Vero che sarebbe la prima volta in carriera, dopo le parentesi di Milano e Londra (stessi problemi, non risolti). Ma Conte deve necessariamente riuscire a portare la barca in porto, dalla porta principale, naturalmente.

Poi si vedrà. Mettere tutto in discussione non ha senso, come inutile rimuginare su quello che poteva essere e, al momento, non è stato.
Il Napoli partiva favorito. Poteva creare un solco con le altre per almeno il prossimo triennio. Invece quello che dovevano fare all’ombra del Vesuvio lo hanno fatto sotto la Madonnina. Con pochi soldi, tra l’altro.
Bravi loro, pavidi noi. Avete letto bene: pavidi. Senza coraggio.

Lo spogliatoio va assolutamente ripreso, nonostante sia caduto l’ennesimo mito nella città delle leggende. Ci riferiamo, ovviamente, al fatto che con una personalità come Lele Oriali queste cose non sarebbero mai accadute. Invece accadono eccome, purtroppo.

Questi giorni sono la dimostrazione che le vittorie, così come le sconfitte, devono sempre essere analizzate. Senza l’analisi, è un mondo di cui possono parlare tutti credendosi esperti.
Le vittorie e le sconfitte sono secondarie rispetto all’importanza di un percorso.

Le note positive sono il tempo e la classifica, sia in campionato, sia in Champions League.
Il Napoli è lì. Ci sta uno staff enorme che è tenuto a risolvere i problemi. Poi si vedrà. Un passo alla volta.

 

Tags: Antonio Contecalciomercato
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