Ieri sera al Maradona è andata di scena Napoli – Pisa, terminata 3 a 2 per gli uomini di Antonio Conte contro una squadra ben allenata da Alberto Gilardino, che però si ritrova fanalino di coda della Serie A con un solo misero punto.
Quindi vetta solitaria del Napoli, a punteggio pieno (12 punti su 12 a disposizione).
Ma a tenere banco non è stata una prova abbastanza scialba dei campioni d’Italia in carica, bensì le dichiarazioni post gara del tecnico salentino.
Conte Napoli: dichiarazioni e maniavantismo
Soprattutto la frase:
“Mercato importante a livello numerico, perché anche se spendi 150 milioni per 9 giocatori, significa che ne hai spesi 15 ciascuno.”
Una dichiarazione non veritiera. Basterebbe andare a vedere i costi dei soli cartellini di Lorenzo Lucca, Sam Beukema, soprattutto Rasmus Hojlund (per il danese operazione da 100 milioni, considerando l’ingaggio).
Ancora:
“Rispetto ad altre squadre che fanno l’Europa sistematicamente, noi non siamo rodati.”
Come se il Napoli si affacciasse per la prima volta all’Europa. Non propriamente così, visto che — tranne un solo anno — il club di Aurelio De Laurentiis ha partecipato per 14 anni di fila alle competizioni europee. Soprattutto con Luciano Spalletti, quando dominò il campionato e sfiorò la semifinale di Champions League.
Infine, tra altri mille concetti ribaditi per puro “maniavantismo”, Conte ha detto:
“Napoli deve proteggere questa squadra da tutto e tutti perché da fuori già arrivano dei missili.”
Bene, benissimo. La domanda è: quindi?
Mercato Serie A: investimenti e status
Ovvio che se vinci due scudetti in 3 anni, fai un mercato da 200 milioni, parti favorito. È naturale. Oggettivo. Incontrovertibile.
Soprattutto se in panchina hai Conte, mentre gli altri Chivu e Tudor.
Il mercato del Napoli è stato straordinario per la Serie A, dove le altre competitor hanno fatto più la conta degli obiettivi sfumati per mancanza di liquidità che non di quelli effettivamente arrivati. Anche questo è oggettivo.
Conte vive con la paura di fallire. Magari è il suo motore per fare bene. Ci può stare. Ognuno si motiva a modo suo.
Ma ci piacerebbe che un allenatore, prima o poi, metta il Napoli dove oggi effettivamente è, pure a parole: sul tetto d’Italia.
Il processo di crescita passa anche da qui. Perché prima della crescita ci deve essere la consapevolezza del proprio status.
Siamo sicuri che Conte, tra le 4 mura di Castelvolturno, dica altro ai suoi calciatori. Sarebbe importante, per noi, dirlo pure fuori.
Altrimenti rischiamo sempre di prendere imbarcate tecniche e di risultato sui campi europei di top team, che molto spesso passeggiano sulla nostra insicurezza. Perché di quello si tratta.
I “missili” di cui parla Conte dovrebbero essere una medaglia da apporre al petto. Una bandiera da sventolare.
Lo meritano il Napoli, Napoli e pure gli investimenti fatti.
Su Conte e per Conte.
Basta giocare a nascondino. Accogliamo questi missili e rispondiamo con l’arsenale a disposizione. Che è ampio.
Anzi, per la Serie A è un lusso.






