Il Napoli è una corazzata. Così forte che sono bastati poco più di 20 minuti nella bellissima Firenze (peccato per certi “tifosi”, sempre più numerosi) per lanciare un chiaro segnale al campionato: gli azzurri di Antonio Conte sono la squadra da battere.
I dubbi di pochi sono sopiti. Anche di chi si nascondeva dietro la solita strategia della scaramanzia. Tutto spazzato via dalla forza inconfutabile di questa rosa, costruita con tanti milioni e modellata da scelte chiare, precise, mirate.
Hojlund Lucca Lukaku: il cambio di filosofia
È Rasmus Hojlund l’uomo copertina. Giusto così. Non tanto per la qualità della prestazione, quella oggettivamente di livello, ma quanto per il suo acquisto avvenuto negli ultimi giorni di mercato.
Nessuno lo ammetterà mai, ma Conte non ha mosso un dito quando ha saputo della gravità dell’infortunio del suo feticcio Romelu Lukaku, annusando la possibilità di avere il 22enne danese.
Perché il salentino sa benissimo che, in Italia e soprattutto in Europa, la coppia Hojlund – Lucca è migliore della coppia Lukaku – Lucca. Nettamente.
Chi lo nega, o non lo dice a chiare lettere, mente sapendo di mentire, ancora nascosto dietro i 400 gol di Lukaku fatti altrove anni fa. Il calcio evolve, imperterrito, va veloce, non attende, fugge via e non te ne accorgi. Il resto è malinconia dei bei tempi.
Hojlund: l’investimento che cambia tutto
La forza del Napoli, più dei milioni spesi, più delle zero cessioni tra i titolari, più del capovolgimento delle gerarchie del calcio italiano, sta proprio in Rasmus Hojlund.
Acquisto che ha di fatto anticipato di un anno, forse due, andando ad investire quasi 100 milioni di euro tra ingaggio e cartellino.
Poco male se già il Napoli aveva investito 35 milioni + 5 di bonus per il solo cartellino di Lorenzo Lucca, arrivato a Castelvolturno per non minare la titolarità del gigante belga e per assicurarsi le quasi stesse caratteristiche della punta titolare.
Hojlund è calciatore di altro livello. Il Napoli, col danese, può fare tante cose. Anche mimetizzarsi come un serpente stringendo tra le spire i suoi avversari.
Antonio Conte l’ha capito subito, al di là delle parole di circostanza che è giusto che pronunci, sia verso l’esterno che all’interno dello spogliatoio, perché sia Lucca che Lukaku restano comunque un patrimonio del Napoli e vanno salvaguardati e difesi. Conte sa benissimo, esperto qual è, che non tutti i mali vengono per nuocere. Questo è stato davvero un male che ha il sapore del bene.
Parliamo del ko di Lukaku, ovviamente.






