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Il Napoli sta facendo un mercato razionale

Guido Sannino di Guido Sannino
30 Luglio 2025
in Editoriali
Tempo di Lettura: 5 min
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Conte e De Laurentiis nella conferenza di presentazione del nuovo allenatore del Napoli

Conte e De Laurentiis nella conferenza di presentazione del nuovo allenatore del Napoli

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Darwin Gabriel Nunez Ribeiro. Qualsiasi amante del calcio, di un certo tipo di calcio, sarebbe stato disposto a fare di tutto pur di avere a Napoli uno dei pochi nove rimasti in giro veramente bravi nel trattare il pallone con delicatezza, ma che al tempo stesso sanno essere cinici e sporchi. Come si richiede, d’altronde, a qualsiasi centravanti uruguaiano che si rispetti. E pazienza: se l’ex Benfica ha underperformato a Liverpool questo è dovuto a una serie di concause, non da ultimo il fatto di essersi trovato nel mezzo di un ricambio epocale per i Reds. Non c’è, insomma, una presunta debolezza del calciatore (anche perché Nunez non è mai stato il giocatore grigio che vediamo oggi).

La logica dietro l’acquisto di Lucca

E allora perché il Napoli ha virato su un’operazione, comunque molto onerosa dal punto di vista economico, come quella di Lucca, che è un giocatore indubbiamente assai meno talentuoso? I motivi, molto probabilmente, sono molteplici, ma tutti perfettamente coerenti rispetto alla strategia concordata tra Conte e la società. Ricordiamo, infatti, una cosa ovvia. Cioè che gli obiettivi di un progetto tecnico non si cancellano con un colpo di spugna al termine di una stagione, ma che si continua a procedere step per step. E questo è tanto più vero per un club come il Napoli che opera sempre con una pianificazione assai meticolosa delle sue azioni. Anche se, con la vittoria dello Scudetto, può sembrare che ci si sia portati più avanti rispetto agli obiettivi che erano stati prefissati.

Innanzitutto, possiamo dire che probabilmente gli azzurri non se la sono sentita di investire tanti soldi su un giocatore come Darwin Nunez che comunque, relativamente al rendimento, si è ritenuto che avrebbe potuto comportare un certo gradiente di incertezza. A fronte del fatto che, invece, per Lucca si è riusciti a strappare un prestito spalmando, così, il carico del costo del cartellino (significativamente più basso rispetto a quello dell’ex Benfica, in ogni caso) su più annate.

Poi c’è sicuramente la volontà di non mettere in discussione la centralità assoluta di Lukaku nel progetto tecnico di Conte con un concorrente che avrebbe avuto uno status molto ingombrante: già a gennaio scorso il tecnico del Napoli aveva dichiarato che sarebbe stato disposto a portarsi in guerra gli uomini che aveva e, volendo usare la stessa metafora, non c’è motivo di credere che non continuerebbe a voler portarseli in guerra anche nella stagione appena cominciata. Un discorso ancor più vero per Lukaku, sulle cui caratteristiche è stata cucita tutta la manovra offensiva della squadra.

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Lucca, inoltre, per quanto abbastanza monotematico, ha le capacità di un incassatore. Non è uno che, attaccando la profondità, crea intoppi nel gioco costante da invasori che fanno Anguissa e McTominay. E, in questo, rappresenta il backup perfetto di Lukaku, che con le sue famigerate sponde ha dimostrato di saper dialogare in maniera proficua tanto con le mezzali partenopee quanto con due esterni offensivi abituati a entrare molte volte dentro al campo come Politano e Neres.

Il Napoli non molla le sue certezze

napoli scudetto

Insomma, c’è la volontà di non abbandonare determinate certezze, decidendo anche di rinunciare a calciatori indubbiamente forti e talentuosi. Una strategia che diventa ancora più chiara, evidente, se si considera che per Lucca il Napoli oggi ha scelto di sacrificare un calciatore con un repertorio molto più variegato come Simeone, ma che, comunque, quando è subentrato l’anno scorso, è finito sempre col vestire i panni (nel bene e nel male) della variabile impazzita che in campo non riusciva a fare altro se non a scaricare tanta adrenalina, tanta grinta e anche tanta ansia.

Anzi: se vogliamo addirittura fare una comparazione che guardi più indietro, per certi versi inattuale e paradossale, ma che rende cristalline le intenzioni di Conte e del Napoli, possiamo dire che Lucca sia il centravanti meno talentuoso che ha avuto il Napoli dai tempi di Gattuso. Anche meno talentuoso, dunque, di Andrea Petagna, che pure a Napoli si è trovato a rivestire il ruolo marginale di terza punta. L’ex SPAL, infatti, era approdato in azzurro alla stessa età del nuovo vice Lukaku con alle spalle una percorso di carriera più lineare, in cui era riuscito a raggiungere due volte consecutivamente la doppia cifra in una squadra che non era attrezzata per fare la Serie A e mostrando, peraltro, un repertorio significativamente più vasto.

Un’ambizione “prudente”

Il senso, il valore, dell’operazione Lucca, allora, possiamo già solo considerarlo qui: l’ex Udinese ha le caratteristiche congeniali per sostituire questo Lukaku e per non sconvolgere equilibri e gerarchie interni allo spogliatoio degli uomini di Conte. Il Napoli l’anno scorso ha avuto il suo punto di forza in un “nucleo duro” di uomini rappresentato dai senatori e dagli acquisti che avevano maggiore caratura e appeal internazionali. E il Napoli su questo nucleo duro continuerà a fare affidamento anche nella prossima stagione. È una scelta tutto sommato razionale, anche perché non si può ridimensionare il ruolo degli uomini più importanti per il semplice fatto di dover far fronte a quattro competizioni.

Anzi, proprio perché ci sarà un grande dispendio di energie nervose è meglio continuare a poggiarsi su un gruppo che ha già mostrato di essere fortemente coeso. È una scelta dal profondo senso gestionale, prima ancora che calcistico, il cui funzionamento rappresenta la principale garanzia della tenuta del progetto di Conte a Napoli. E, infatti, quello che non si vede nelle polemiche su come e quanto gli azzurri stanno spendendo sul mercato è proprio il fatto che si sta lavorando a rendere la rosa non più forte (al netto di De Bruyne, di cui andrà appurata la tenuta fisica), ma sicuramente più profonda. Il Napoli va avanti così come aveva cominciato. Non cambia. Ecco perché arriva Lucca, così come tanti altri acquisti, scelto dal “cortile di casa” della Serie A: non per aggiungere varietà e alternative, ma per cementare le certezze che già ci sono.

Infine, torniamo su un passaggio che abbiamo fatto all’inizio di questo articolo parlando di “obiettivi prefissati”. E qui ci tornano utili le dichiarazioni che i protagonisti stessi hanno dichiarato in questi anni: Conte ha sempre detto che il Napoli deve smettere di essere una meta di passaggio per diventare, finalmente, un punto di approdo. Per raggiungere questo status vuol dire che sei diventato dominante in Italia, a casa tua. Ed è questo lo scoglio contro cui si è sempre scontrato De Laurentiis con la sua grandeur da amante dell’Europa che conta, da fautore di un calcio di avanguardia. Ma ora il momento è propizio per sovvertire le gerarchie: il sistema calcio nostrano sta crollando su se stesso, schiacciato dal peso della sua insostenibilità, a partire da quella delle big. Il Napoli, dunque, ha capito che nel futuro prossimo si può prospettare in maniera concreta uno scenario in cui si potrà marciare sulle macerie delle rivali storiche. E dunque, paradossalmente, anche se si sta spendendo tanto si deve dire che il mercato del Napoli è mosso da grande prudenza.

Chi scrive, naturalmente, avrebbe preso altre scelte e vede tutte le debolezze di questa strategia (ma ne parleremo in un’altra sede). Ma ciò che conta, dunque, è il fatto che si tratti di una strategia razionale. Anche perché il Napoli di De Laurentiis ha sempre puntato a massimizzare su ciò che poteva risultare fruttuoso evitando del tutto di utilizzare risorse su ciò che in quel momento non era funzionale. E così, oggi, il Napoli si sta muovendo relativamente al campionato italiano.

Tags: Napoli
Guido Sannino

Guido Sannino

«Me lo guardo in televisione il calcio: un po’ di tutto, anche quello di livello internazionale. Mi piacciono le belle giocate» [C. De Sica]

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