Oggi inizia ufficialmente il mercato. Il periodo più importante dell’anno, ormai. Il calcio mercato che, nel corso degli anni, è diventato sempre più importante del calcio giocato.
Sembra interessi poco delle giocate dei singoli calciatori, del gioco, delle avversarie da incontrare. Mercato e solo mercato. Ormai da lì passano i sogni di gloria delle squadre.
Non fa eccezione il Napoli in questa tristezza generale.
Max Allegri sostituirà Antonio Conte sulla panchina degli azzurri, per quello che è a tutti gli effetti un revival della Juventus di svariati anni fa.
Il tecnico livornese, però, a differenza del suo predecessore, non potrà contare su una bocca di fuoco. I soldi, tantissimi, sono stati spesi nei precedenti mercati.
150 milioni nell’estate 2024, 200 e passa nell’estate del 2025. Più un’altra 40ina nei mercati invernali.
Una cifra enorme, considerando il campionato italiano, che oggi è più fanalino di coda di ieri dell’Europa. Una rarità.
Allegri chiamato a valorizzare la rosa del Napoli
Molti di questi acquisti dovranno essere valorizzati. In primis per capire se validi o no (ad esempio Beukema, Lang, Savic), altri da rivitalizzare (Buongiorno, Neres), altri da valorizzare per cercare di cederli (Lucca ecc). Si ritorna al vecchio concetto: “uno esce, uno entra”. Forse.
Il club di Aurelio De Laurentiis arriverà a Dimaro con una rosa di quasi 45 calciatori, un tetto ingaggi enorme e una media età da far rabbrividire.
La squadra più vecchia della serie A e tra le più vecchie in Europa. Concetto strano e nuovo, vista l’attenzione che sotto al Vesuvio hanno sempre avuto per una determinata politica.
Dovrà essere bravo Allegri nel decidere, con calma, di chi si può fidare. Senza quella fretta, inutile, di far arrivare calciatori a Dimaro pagandoli di più.
Lucca e Lang sono arrivati a Dimaro e non hanno visto il campo. Hojlund è arrivato il 31 agosto ed è stato inamovibile. Concetti arcaici di un calcio preistorico. Se uno è forte lo è il 15 luglio o il 1o settembre. Gioca e amen.
Le rivali del Napoli e la sfida della Champions
Le competitor dovranno fare tanto. Su tutte la Juventus, il Milan, il Como. L’inter aspetta le occasioni, avendo già visto sfuggire Palestra e Paz. Ma probabilmente continuerà il processo, giustissimo, di ringiovanimento.
Le altre faranno, per quel che potranno, quello che ha fatto il Napoli nell’era Conte. Peccato che i partenopei hanno sbagliato molti acquisti ed ora sono tenuti, giustamente, a capire se tali calciatori sono adatti o no alle esigenze.
Il Napoli è nelle mani di Massimiliano Allegri. Coi giovani e meno giovani. E magari fare pure meglio in Champions. Anche se, per fare peggio, ci vuole la mano di dio.






