Mercato a saldo zero. Mercato sbloccato. No, non più.
Tutto ruota sempre intorno al mercato. Che, ricordiamo e ripetiamo, è diventato molto più importante ed interessante del calcio giocato. È un dato di fatto. Non possiamo far altro che prenderne atto e rammaricarci.
Anche perché, a prescindere da tutto, le prossime due gare del Napoli, Juventus a Torino e Chelsea al Maradona, diranno tanto, forse tutto, sul futuro prossimo del Napoli in termini di obiettivi. Soprattutto l’ultimo turno di Champions League di mercoledì prossimo contro i londinesi.
Dovesse andare male, che senso avrebbe acquistare nuovi calciatori per una sola partita a settimana? Significherebbe depauperare gran parte degli investimenti estivi che sarebbero bocciati peggio di come lo sono adesso.
Mercato Napoli futuro
Nel dettaglio, con una partita a settimana, che fine faranno i vari Beukema, Marianucci, Gutierrez, Lang, Lucca? Saranno relegati a panchina perpetua senza possibilità alcuna di riscatto. Di abbracciarsi ad un contesto.
Non funziona così.
Antonio Conte ha l’obbligo di valorizzare il mercato estivo che ad oggi possiamo tranquillamente definire disastroso. Ha l’obbligo di far rendere Hojlund un vero attaccante da 50 milioni di euro, fermo a 6 gol contro solo 4 squadre diverse.
Ha l’obbligo di rendere gli esterni propiziatori di gol e non solo. Oggi questa squadra, in realtà da inizio anno, se non avesse avuto Mctominay si troverebbe in acque tempestose sia in termini di classifica, sia di gol, sia di gioco. Anche questo è un dato di fatto.
Napoli Champions mercato
Il mercato estivo, dicevamo. Condotto come fosse senza una direzione coerente. Calciatori bocciati dopo pochissimi mesi. Chi gioca, non lo fa bene e l’apporto è davvero inconsistente.
In questo mare, buttare dentro altri calciatori per una sola gara settimanale (dovesse non riuscire ad entrare nelle prime 24 del girone champions) vorrebbe dire, oltre a quanto già scritto, rischiare di sbagliare ancora. Perché si prenderebbero calciatori che forse in estate non sarebbero prime scelte.
Un mercato sbagliato non si colma con un altro mercato invernale, soprattutto se a cornice ci sono solo le classiche gare settimanali di campionato.
Aurelio De Laurentiis ci pensi. Torni ad essere impopolare. Come abbiamo visto, che i calciatori arrivino il primo giorno di ritiro estivo non cambia di una virgola il loro percorso in un club. Figuriamoci cosa può accadere in quel di gennaio.
Sbagliare altre scelte vorrebbe dire darsi un mazzata da soli dietro la testa. Ragioni di testa sua e se qualcuno si offende, prenda le sue decisioni. Perché il futuro economico e finanziaro del club è sempre la cosa più importante. Sicuramente più importante delle richieste di chi raramente si assume le responsabilità delle proprie azioni.
Calma, quindi. Poi dopo Napoli – Chelsea si può ragionare. Solo in quel caso. Sempre con la consapevolezza di prendere calciatori che sarebbero prime scelte anche a luglio. Perché sbagliare è umano. Perseverare sarebbe grave.






