Il Napoli riparte dopo la delusione Champions. Batte la Fiorentina non senza difficoltà. Ma della partita ne parliamo tra poco. Di Antonio Vergara pure.
La strage di infortuni continua: è il turno di Di Lorenzo

La priorità è aggiornare il bollettino medico. La strage di infortuni continua. Non c’è sosta. È arrivato il turno di Giovanni Di Lorenzo. Il capitano pianta il sinistro sul terreno e carica il peso del corpo sul ginocchio che compie un movimento innaturale verso l’esterno. Mani in faccia. Esce fuori in ambulanza.
La paura che sia una cosa grave è tanta. Fosse accaduto a qualsiasi altro calciatore, la certezza di un interessamento del legamento del ginocchio sarebbe una cosa scontata. Ma, fino agli esami, occorre sperare che la genetica del capitano, proprio oggi festeggiava le trecento presenze in azzurro, faccia ancora una volta la differenza.
L’uscita dal campo di Di Lorenzo, oltre a certificare il fatto che non è la stagione giusta, cassa un’altra sentenza: oltre a Lang, Lucca e Marianucci, degli acquisti estivi sembra essere bocciato anche Sam Beukema. E sono altri 30 e rotti milioni che si aggiungono ai circa 70 del trio di prima. Quante cose si possono fare con 100 milioni? Tante.
Al posto del capitano entra Olivera. Antonio Conte preferisce spostare un mancino come Jesus a destra, pur di non far entrare l’olandese. L’ex Bologna non ha una chance da titolare dal 17 gennaio, Napoli Sassuolo. È difficile decifrarne il motivo. Magari lo capiremo un giorno.
Antonio Vergara: a star is born
La stagione ormai si è annodata attorno agli infortuni. Una crisi che pare non avere fine. Ma, come spesso accade, è nelle crisi che nascono nuove opportunità. Ed è quello che sta accadendo ad Antonio Vergara: secondo gol consecutivo al Maradona ed ennesima prestazione da calciatore fatto e finito. Riempie il suo match con tante cose belle: giocate in velocità, forza fisica, velocità, carisma e una feroce fase difensiva.
Nel momento più complicato della stagione, i leader superstiti sembrano essere i primi a cercare rifugio nell’esuberanza del talento di Frattaminore. Non è una cosa scontata, ed è soprattutto sintomo di una credibilità tecnica riconosciuta e condivisa da tutti in campo. Sempre vivo, sempre pericoloso, mai scontato. Un impatto sulla Serie A non troppo differente dall’impatto avuto da Kvaratskhelia. Il georgiano veniva da un campionato minore, così come Antonio, che fino a 6 mesi fa giocava in B alla Reggiana.
Inizia un altro campionato per il Napoli
Il Napoli si avvia verso una seconda parte di stagione che deciderà anche il futuro del progetto Conte, che però potrà operare nella sua comfort zone: una partita a settimana (impegni di Coppa Italia esclusi). Entrare tra le prime quattro, a inizio anno, sembravo un obiettivo abbastanza scontato. Ora non lo è più. La Juventus di Spalletti spinge, la Roma di Gasperini è sempre lì e l’entusiasmo del Como inizia a diventare un problema.
Occorre mettere da parte ambizioni di costruzione a lungo termine e pensare ai punti: tanti, maledetti e subito. È un peccato, perché questo doveva essere l’anno dello step in avanti. Invece siamo al punto di partenza. La prossima estate bisogna rimettere mano alla rosa e gestire esuberi su esuberi. Non sarà facile operare in emergenza. Ma ormai sembra diventata un’abitudine.






