Sono ormai di dominio pubblico alcuni thread, supportati da grafici incontrovertibili e dati, riguardanti i risultati degli ultimi anni di alcuni club di Serie A. Inutile ribadire che oggi il Napoli si trova in una posizione di dominio non solo sportivo, ma anche economico. Che forse è più “miracoloso” del risultato sul campo.
“Miracolo”, appunto. Termine ormai abusato per ogni cosa che riguarda la SSC Napoli, come se da queste parti, quando accade qualcosa di bello e positivo, sia sempre un evento del tutto inaspettato. Vi diamo una notizia: sono eventi attesi eccome. Ci sono scelte, coraggio, visione e sudore dietro quei risultati.
Un dominio anche che si manifesta anche con le collaborazioni, tra le quali – solo negli ultimi anni – spiccano quelle con MSC, Coca Cola ed Emporio Armani. Proprio con il Re indiscusso della moda mondiale, il Napoli, dal 2021, ha creato una linea tutta nuova, stracciando ogni record di vendita del club e accrescendo la reputazione del suo brand: le maglie degli azzurri ad oggi sono considerate tra le più belle dell’intero panorama calcistico europeo. Il forte legame d’amicizia tra Giorgio Armani e il presidente Aurelio De Laurentiis fu fondamentale per siglare l’accordo tra le due realtà italiane, portando così a un sodalizio duraturo e vincente.
Nulla accade per caso nelle aziende. Come nulla accade per caso nelle altre aziende, quelle che dovrebbero — o meglio, dovevano — rappresentare la concorrenza. Club come Fiorentina, Lazio, Roma, Torino. Anche l’Udinese, visto che il club campione d’Italia in carica è stato spesso paragonato ai bianconeri friulani (sic) in passato. Un abominio.
Il Napoli non solo ha staccato queste squadre sotto il punto di vista sportivo, tanto da sembrare Pantani sul Mortirolo, ma le ha totalmente messe in secondo piano anche sotto l’aspetto economico.
Dominio Economico Napoli
È andato a prendersi il Palazzo a modo suo, mentre altri lo hanno fatto a chiacchiere, venendo pure osannati.
È davvero gratificante vedere come i tifosi di altri club, anche quelli che venivano considerati superiori solo pochi anni fa, vedano il Napoli come punto di riferimento gestionale, economico, sportivo. Che è poi quello che interessa al tifoso.
Non è rimasto da dire altro che:”Commisso ha il Viola Park e noi no”. Poco male se la Fiorentina finisce puntualmente a distanza siderale in classifica. Non è più importante.
Oggi l’attenzione è sulla Prima Pietra (le maiuscole non sono un caso), ormai mood del prossimo biennio. Poi si passerà allo stadio, in un clima scontato che manco i saldi di gennaio. Che noia.
Riferimento per le Big
Vorremmo metterci nei panni dei tifosi di quelle squadre che hanno la consapevolezza di non vincere mai nulla, dimostrandolo con dei dati che da queste parti farebbero staccare solo 5000 abbonamenti. Come accaduto fino all’estate del 2022, tra l’altro. Tre anni fa, non trenta.
Anche le 3 big del nord — almeno 2 di esse — hanno preso il Napoli come riferimento. Ma questa è un’altra storia. Storia raccontata da tempo oltre le Alpi, mentre a sud di Como si è sempre letto ed ascoltato altro. Anche questo cambierà, ne siamo sicuri.
Il Napoli è diventato il modello da seguire per tanti club. Questi dovranno fare orecchie da mercante per combattere la “teoria Kolarov” e andare avanti per la propria strada. Vedranno stadi vuoti, contestazioni, addirittura, forse, scorte ai loro presidenti. Ma la strada tracciata porterà alla gloria. Forse. Forse no.
Ma una storia già scritta è andata proprio così.






