Chiariamo subito. Non esiste nessuna malafede da parte degli arbitri. Almeno al momento.
Gli errori di Napoli – Verona sono gli stessi che vediamo ormai ogni domenica su tutti i campi. Interpretazioni diverse per casi simili o addirittura uguali. Ed è proprio questo il punto principale: la totale mancanza di uniformità di giudizio.
E se non c’è uniformità, la regolarità di un torneo non sarà mai la vera essenza di questo sport. Perché gli arbitri ormai sembrano solo adornare i campi di calcio con il loro completino. E le regole, quelle sì, da cambiare in modo più totale. Ogni domenica lo spettatore è costretto a sorbirsi fiumi di spiegazioni che puntualmente vengono disattese la giornata successiva. Un manicomio.
Arbitri, regole e uniformità di giudizio
Chiarito questo, passiamo al Napoli. Una squadra forte, forse la più forte della Serie A, che ciclicamente si blocca e compie dei passi indietro enormi.
Questo coincide, spessissimo, solo a sentir l’odore delle gare infrasettimanali, a dimostrazione che la vera calamità di questa squadra sono stati i continui infortuni che ha subito. Infortuni che costringono a giocare tante partite con pochi ricambi a disposizione.
Napoli – Verona è una partita come tante. Che è accaduta, che accade, che accadrà sempre. Con o senza torti arbitrali.
Le gare che il Napoli ad oggi si porta sulla coscienza sono le due sconfitte esterne di Udine e Torino, sponda granata, che hanno reso vane le vittorie contro Inter e Roma, ad esempio.
La continuità. È quella che manca al Napoli. Passa da una prestazione ad alta intensità a una prova oscena, come spesso capitato nei primi tre mesi di questo campionato. E proprio nel momento in cui sembra tutto passato, arriva il passo falso.
Forse è su questo che deve lavorare Antonio Conte più di ogni altra cosa.
Napoli, continuità e classifica
Perché la classifica oggi fotografa alla perfezione i valori visti fino a questo momento nei rettangoli verdi di tutta Italia.
C’è una squadra, l’Inter di Chivu, che ha un ritmo impressionante da inizio ottobre e che sembra non calare mai. Il Napoli, ripetiamo, altamente altalenante.
E domenica c’è lo scontro diretto che dirà tantissimo sulle velleità delle due rivali.
I retropensieri stipiamoli nel cassetto. Perché se ci fosse malafede, il rigore generoso fischiato a Giovanni Di Lorenzo all’andata sullo 0 a 0 non sarebbe mai stato dato.
E il fallo su Bisseck negli ultimi dieci minuti di gara di Inter – Roma della passata stagione, terminata con la vittoria di misura dei giallorossi, sarebbe stato concesso.
Quella sconfitta interista, con la conseguente vittoria del Napoli sul Torino la sera, sancì il sorpasso definitivo per lo scudetto. Ripetiamo: sorpasso definitivo per lo scudetto.
I retropensieri, dicevamo, teniamoli chiusi. La malafede invece sotterriamola. Perché ad oggi, ripetiamo ad oggi, non esiste.






