Sono appena uscite le dichiarazioni di Marotta in merito alla spiacevole vicenda Bastoni.
Il presidente dell’Inter, nel difendere il suo tesserato, utilizza, tra le altre cose, tre vicende passate, tutte e tre hanno a che fare, in maniera diretta o indiretta con il Napoli. Tuttavia, nel riportarle, si limita alla superficie, senza andare in profondità. Lo aiutiamo dunque noi a farlo.
Marotta atto I:
Juventus-Inter 2021, palese simulazione di Cuadrado, arbitro Calvarese. Fu chiarito da tutti gli organi arbitrali che fu palese simulazione. Con quella vittoria, la Juve ottenne la qualificazione in Champions e la bellezza di 60-70 milioni. Punto
Tutto giusto, ha dimenticato solo un particolare: l’Inter non fu minimamente danneggiata da quell’episodio, perché era già aritmeticamente Campione d’Italia. Sapete chi lo fu? Il Napoli di Gattuso che perse la Champions e quei 60-70 milioni di euro per un punto, appunto. La Juventus senza quella vittoria sarebbe finita un punto dietro il Napoli.
Ah, c’è anche un secondo particolare: Cuadrado, da lui definito simulatore, è stato uno dei primi acquisti della Juventus di… Marotta. Qualche anno dopo andò all’Inter. Di Marotta. Così, per dire.
Marotta atto II
l’anno scorso abbiamo perso lo scudetto per un punto e c’è stato un errore riconosciuto in Inter-Roma, ci siamo attenuti.
Cominciamo dalle cose semplici: la matematica. Se quel rigore fosse stato assegnato, e se l’Inter lo avesse poi segnato, i nerazzurri avrebbero avuto un punto in più e sarebbero finiti a pari punti con il Napoli. Ci sarebbe stato dunque lo spareggio. Quindi l’affermazione: abbiamo perso lo scudetto per quel rigore è falsa. In aggiunta a ciò vorremmo ricordare a Marotta un altro rigore non concesso: quello al Napoli per fallo di mani di Dumfries. Con quel rigore il Napoli avrebbe vinto, seguendo il suo ragionamento rigore=gol, la partita, che per di più era lo scontro diretto. In quel caso il rigore in Inter Roma non avrebbe avuto alcuna influenza sull’esito finale.
La realtà è che Marotta fa quel che si chiama in gergo cherry-picking: pesca un evento a sfavore e lo cita come se quella fosse la regola. Un po’ come quando Moggi citava Perugia Juventus per sbugiardare altre verità dell’epoca.
Marotta atto III
Quest’anno l’Inter è intervenuta in una sola occasione, dopo Napoli-Inter, in cui fu assegnato un calcio di rigore poi dichiarato non giusto.
Dobbiamo fare delle riflessioni, dagli arbitri alle società, ai giocatori, fino alla Federazione.
Ha ragione Marotta, è intervenuta in una sola occasione, il 25 ottobre, data del penultimo rigore a favore del Napoli, prima dell’ultimo, quello su Vergara che – toh, che combinazione – ha provocato di nuovo sdegno.
Ma, qualora non fosse sufficienti, elenchiamo il numero di rigori a favore e contro subìti dal Napoli dal suo intervento: 1 vs 6. Curioso per una squadra che, per quanto non brillante come tanti Napoli passati, passa comunque ancora più tempo nell’area di rigore avversaria rispetto alla propria. Per l’Inter invece? Rigori a favore 4, contro 0. Nel mezzo mettiamoci anche l’espulsione clamorosa negata a Bisseck in un Verona Inter che avrebbe poi regalato i 3 punti ai nerazzurri grazie anche al non aver giocato con un uomo in meno per tutta la ripresa, proprio come accaduto alla juventus nel match di sabato scorso.
Insomma, Marotta ci sembra perfettamente in linea con l’atteggiamento degli arbitri di serie A: guarda ma non interpreta bene. Oppure, forse, si tiene per sé l’interpretazione.
Ps vi ricordiamo che di questo e altri eventi legati al calcio ne parliamo ogni sabato alle ore 14 su Radio CRC, con il nostro programma inedito “Tempo Effettivo”.



