Da quando Manna è Ds del Napoli, ha effettuato solo tre cessioni: Ostigaard, Gaetano e Kvaratskhelia. Ha ereditato un parco calciatori gestiti male, è vero, ma esistono altre formule oltre al prestito con diritto.
Il grande direttore sportivo ha diversi parametri per essere valutato. Il mercato in entrata, la gestione mediatica, la gestione del gruppo, i rapporti intercorrenti tra presidenza e squadra.
La sua figura è cruciale nel successo di una squadra di livello nel modello sportivo italiano e dietro i successi c’è molto spesso un grande direttore sportivo.
Dove però il DS è chiamato ad essere particolarmente sul pezzo è il mercato in uscita. In questa sede si vede, più che per il mercato in entrata, se il direttore sportivo possiede delle capacità negoziali di rilievo oppure no.
Ebbene, sotto questo punto di vista, Giovanni Manna ha ancora tanta strada da fare.
Manna per ora ha piazzato solo prestiti

Va fatta una doverosa premessa: prima di sentenziare su un DS bisogna aspettare la fine della seconda stagione. Solo dopo quattro sessioni di mercato è corretto tracciare un bilancio sull’operato di questo tipo di dirigente. Dopo però quattordici mesi già si può trarre più di qualche spunto dall’operato di Giovanni Manna a Napoli.
E c’è un dato che è particolarmente allarmante: sotto la sua gestione sono solamente tre (prossimamente quattro) le cessioni definitive (o quantomeno con un riscatto certo stabilito sin dall’inizio).
Da luglio 2024 il direttore del Napoli ha venduto infatti Ostigaard, Gaetano, Kvaratskhelia e prossimamente Osimhen. Il Napoli ha poi ceduto anche Caprile e Natan, ma queste cessioni sono arrivate solamente in seguito ai riscatti esercitati in autonomia dalle squadre a cui era stato prestato il giocatore in questione. Strategia che ha funzionato per questi due giocatori, ma che si è rivelata infruttuosa per Zerbin, Zanoli, Folorunsho, Cajuste e Lindstrom. Che sono infatti rientrati alla base e dovranno essere tutti piazzati da qualche parte.
Si potrebbe dire che Manna ha contribuito in modo decisivo alla cessione di Osimhen al Galatasaray, ormai prossima: sicuramente il dirigente cilentano ha assunto un ruolo importante, ma trattative del genere vengono dirette e concluse in prima persona da Aurelio De Laurentiis. Per cui non sembra corretto attribuire a Manna un ruolo centrale nella vicenda. Stesso dicasi per la cessione di Kvaratskhelia a gennaio (qualcuno potrebbe pensare ad una svendita del georgiano, ma con l’articolo 17 del regolamento FIFA da poter usare a giugno è stato un affare).
Il direttore cilentano, non considerando appunto Osimhen e Kvaratskhelia è riuscito a vendere sin da subito solamente Ostigaard al Rennes e Gaetano al Cagliari. Troppo poco.
Ad oggi Marin è stato ceduto al Villareal in prestito con diritto di riscatto e la stessa sorte tocca a Lindstrom (direzione Wolfsburg) e Folorunsho (direzione Cagliari). Ci sono ancora altri esuberi da piazzare, ma la speranza è che il Napoli riesca a monetizzare.
È vero che la strategia azzurra è cambiata rispetto al recente passato, ma il player trading è una componente assai rilevante delle strategie societarie.
Ed il lavoro di Manna in tal senso è ancora insufficiente: ci si augura che si possa monetizzare con gli altri esuberi in rosa. Non sempre il prestito con diritto di opzione può dare i suoi frutti….






