Il calcio moderno non smette mai di stupire per la sua capacità di enfatizzare ogni episodio e venderlo come spettacolo. Falli dubbi, polemiche arbitrali, dichiarazioni al vetriolo: tutto viene amplificato, riproposto, scomposto in titoli gridati. Ma quando accade qualcosa che va in direzione opposta – qualcosa che esalta i valori autentici dello sport – allora cala il silenzio. È quanto accaduto con Matteo Politano (altra prova generosa, ragazzo che lascia l’anima in campo) in occasione della sfida di Champions League tra Manchester City e Napoli.
In un momento delicato del match, l’attaccante azzurro ha scelto la strada del rispetto: si è fermato dopo aver involontariamente pestato un ginocchio di un calciatore avversario, rinunciando a un potenziale vantaggio che in altri contesti sarebbe stato sfruttato senza esitazioni. Un gesto di fair play puro, tanto semplice quanto rivoluzionario nel calcio moderno. Qualcosa che non si vedeva, in area di rigore avversaria, dai tempi di Di Canio (tra l’altro, sempre in Inghilterra).
Eppure, copertura mediatica pressoché nulla. Spazio alla tecnica, alla tattica, alle polemiche per l’arbitraggio, ai soliti dibattiti. Ci mancherebbe, le partite si analizzano. Ma del gesto di Politano, quasi nulla. Una nota a piè di pagina, quando avrebbe meritato di occupare un posto di maggior rilievo.

Un silenzio quasi emblematico. I media che dovrebbero lanciare messaggi educativi, ispirare e valorizzare i buoni esempi scelgono invece di alimentare ciò che divide, che fa discutere, che genera click, che fa vendere qualche copia cartacea in più.
La cultura del fair play non fa audience, e quindi viene relegata al margine. Ma è proprio qui che il giornalismo sportivo rischia di fallore la sua missione.
Un’azione corretta in campo non sposta la classifica, ma può influenzare il comportamento di chi guarda, soprattutto dei più giovani. Politano, senza proclami, ha mostrato che il calcio può ancora essere leale. I media, invece, hanno perso l’occasione di sottolinearlo con forza, preferendo ancora una volta il rumore al contenuto.
Se davvero vogliamo che il calcio generi valore e non sia un provinciale circo mediatico, allora è da questi gesti che bisogna ripartire. Politano ha fatto la sua parte. Tocca ora ai media fare la loro.






