Maldini nuovo DT della Nazionale: ecco perché è la scelta giusta
Paolo Maldini è il nuovo direttore tecnico della FIGC, adesso è ufficiale. Dopo 24 anni dalla sua ultima presenza con la maglia azzurra in campo, l’ex capitano del Milan è pronto a varcare nuovamente l’ingresso di Coverciano in una veste completamente diversa. Perché è stato deciso di puntare su di lui?
Maldini, la sua carriera da dirigente
Dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2009 Paolo Maldini venne contattato da Chelsea, che gli propose di ricoprire il ruolo di team manager o di vice allenatore dell’allora tecnico del Blues Carlo Ancelotti, allenatore di Paolo dal 2001 al 2009. Tuttavia, come dichiarato dallo stesso Ancelotti, Maldini rifiutò l’offerta. La svolta arrivò 9 anni dopo, il 5 agosto 2018, quando Paolo Maldini tornò al Milan nel ruolo di direttore dello sviluppo strategico dell’area sport e, nemmeno 12 mesi più tardi, il 14 giugno 2019, venne nominato direttore dell’area tecnica rossonera in sostituzione dell’ex compagno di squadra Leonardo che ha ritrovato in Nazionale. L’esperienza dirigenziale rossonera di Paolo Maldini è stata caratterizzata da alti e bassi. Tra i risultati più importanti ricordiamo la vittoria del campionato di Serie A 2021/2022, traguardo che in casa rossonera mancava da 11 anni e che ha segnato il ritorno del Milan ai vertici del calcio Italiano. A questo si aggiunge la qualificazione agli ottavi di finale di UEFA Champions League 2022/2023 dopo 9 anni. Sul fronte mercato Paolo Maldini ha dimostrato di avere buone capacità intuitive, acquistando Mike Maignan, portiere incaricato di raccogliere la pesante eredità di Gigio Donnarumma e che ha contribuito in maniera decisiva alla vittoria dello Scudetto 2021/2022 con parate importanti diventando quello che oggi è un vero e proprio punto di riferimento per la squadra rossonera. Anche Olivier Giroud si è rivelato un acquisto decisivo: il centravanti francese, nel corso del suo triennio rossonero ha totalizzato 132 presenze, 49 gol e 20 assist. Non sono mancati, però, gli aspetti negativi, come l’ingaggio di Marco Giampaolo nel 2019 per sostituire Gennaro Gattuso: questa scelta non ha dato i risultati sperati, tanto da decidere di esonerare il tecnico dopo appena 7 giornate di campionato. Inoltre, alcuni rinnovi contrattuali non sono stati gestiti nella maniera corretta da Paolo: infatti, il Milan ha perso a parametro zero giocatori dal calibro di Hakan Çalhanoğlu, Franck Kessié e Gianluigi Donnarumma, calciatori che potevano essere fondamentali nel progetto Milan. A ciò si aggiunge anche il caso Charles De Ketelaere, giocatore fortemente voluto da Paolo, ma che non ha convinto, concludendo la stagione 2022/2023, l’unica in maglia rossonera, con 0 reti. L’avventura da dirigente rossonero di Paolo Maldini si concluse ufficialmente il 5 giugno 2023, lasciando la società rossonera non nel migliore dei modi, con una stagione conclusa al quarto posto a 20 punti dalla vetta e con sconfitte pesanti (Milan-Sassuolo 2-5, Spezia-Milan 2-0, Udinese-Milan 3-1…).
Una scelta anche per il futuro
Nonostante qualche errore, Paolo Maldini ha comunque dimostrato di essere un buon dirigente con ottime capacità intuitive, infatti, fu lui insieme all’ex direttore sportivo Frederic Massara a volere l’acquisto di Maignan che ha sostituito Gianluigi Donnarumma degnamente. Anche per questo è stato scelto dal nuovo presidente federale Giovanni Malagò, per la sua capacità di pianificazione/organizzazione e per riuscire a trovare quasi sempre una giusta soluzione. In un periodo storico come questo, potrebbero tornare utili e non poco le capacità dirigenziali di Paolo Maldini. Sarà il campo a sciogliere tutti i dubbi Naturalmente, il pallone è rotondo e solo il campo riuscirà a dare un giudizio definitivo. Tuttavia, la nomina di Paolo Maldini è un messaggio chiaro: La FIGC si è affidata a una persona che vive il mondo del calcio professionistico in prima persona da tantissimi anni e che conosce molto bene l’ambiente di Coverciano, avendo indossato la maglia azzurra per 14 anni, dal 1988 al 2002. Per riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale non serviranno i risultati immediati, ma una progettazione a lungo termine, citando Antonio Conte, bisognerà costruire delle basi solide che dureranno nel corso del tempo. Se riuscirà a riportare la Nazionale dove merita, cosa che secondo l’opinione di chi scrive è molto probabile, la scelta di Paolo Maldini come DT della FIGC potrebbe rivelarsi una delle più importanti degli ultimi anni.



