Giovanni Malagó nuovo presidente della FIGC: perché è giusto esultare
Mentre il calcio mondiale si trova tra Canada, Messico e Stati Uniti per giocare l’evento più bello di tutti, il Mondiale, in Italia si elegge il presidente della FIGC. Le componenti federali sono state chiamate per scegliere il successore del dimissionario Gabriele Gravina ed hanno scelto un uomo che ha ottenuto grandi risultati nello sport italiano: Giovanni Malagó.
Malagó: chi è il nuovo presidente federale
Giovanni Malagò è una delle figure più influenti dello sport italiano degli ultimi decenni. Nato a Roma il 13 marzo 1959, proviene da una famiglia storicamente legata all’imprenditoria e allo sport. Dopo gli studi universitari in Economia, ha intrapreso un percorso professionale che lo ha portato a ricoprire incarichi di rilievo sia nel mondo aziendale sia in quello sportivo.
Da atleta, Malagò ha praticato diverse discipline, distinguendosi in particolare nel calcio a cinque, nel quale ha conquistato titoli nazionali. Tuttavia, la sua notorietà è cresciuta soprattutto grazie all’attività dirigenziale. Negli anni Ottanta e Novanta ha consolidato il proprio ruolo all’interno del movimento sportivo romano, diventando presidente del prestigioso Circolo Canottieri Aniene, una delle realtà più importanti dello sport italiano, sotto la cui guida sono cresciuti e si sono allenati numerosi campioni olimpici e mondiali.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi sempre più rilevanti all’interno del sistema sportivo nazionale. È stato membro della Giunta e del Consiglio Nazionale del CONI, contribuendo alla definizione delle strategie sportive italiane. Nel febbraio 2013 è stato eletto presidente del CONI, succedendo a Gianni Petrucci. La sua elezione ha segnato l’inizio di una fase di rinnovamento per lo sport italiano, caratterizzata da una maggiore attenzione alla sostenibilità economica delle federazioni, alla valorizzazione degli atleti e al rafforzamento dell’immagine internazionale del movimento olimpico italiano.
Durante la sua presidenza, l’Italia ha ottenuto risultati di grande prestigio nelle principali competizioni internazionali. Particolarmente significativo è stato il rendimento ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, disputati nel 2021, dove la delegazione azzurra ha conquistato un numero record di medaglie. Malagò ha inoltre svolto un ruolo centrale nella candidatura e nell’assegnazione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, considerata una delle più importanti vittorie diplomatiche dello sport italiano negli ultimi anni.
Grazie alla sua lunga esperienza manageriale e istituzionale, Giovanni Malagò è diventato un punto di riferimento per lo sport nazionale, contribuendo alla crescita del movimento olimpico italiano e al consolidamento del suo prestigio sulla scena internazionale.
Malagó: perché è la scelta giusta
La scelta Malagó è corretta ad avviso di chi scrive. Viene scelto un uomo con ampie conoscenze e capacità nel mondo dello sport e non troppo invischiato in affari di palazzo. Colui il quale ha rilanciato lo sport italiano ha le capacità per fare altrettanto nel calcio. Non basterà ovviamente la sola nomina di Malagó per risolvere gli atavici problemi del calcio italiano. Ma la sua nomina è il primo passo giusto dopo il disastro di Zenica. Non c’è più tempo da perdere: o l’Italia affonda definitivamente o si rialza. Tertium non datur. Malagó può essere il Re Mida del calcio italiano.


