L’Italia calcistica deve ripartire dai suoi giovani
La non qualificazione ai Campionati del Mondo è solo una delle tante dimostrazioni del livello modesto del Calcio Italiano, che sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia. Altre nazioni, che un tempo erano seconde/terze all’Italia, in questo momento sono in una fase di splendore assoluto: ciò sicuramente è dovuto a tanti fattori, tra cui la valorizzazione dei giovani, che in Italia non si vede da tanto. In Spagna c’è un “ragazzo” di nome Pedro González López, conosciuto come Pedri che a 23 anni, dal dicembre 2025, detiene il record di giocatore più giovane ad aver raggiunto le 150 presenze in Liga. In Italia, questo record appartiene a Nicolò Barella, che ha raggiunto tale traguardo a 25 anni. Nella penisola italiana, se si ha 18 anni si è considerati “giovani” per esordire in Serie A (Camarda è stato solo un caso), mentre in Spagna a 16 anni si è ritenuti “pronti” per diventare “titolari”: Lamine Yamal, che l’11 aprile 2026, in occasione della partita contro l’Espanyol, ha raggiunto le 100 presenze con il Barcellona a 18 anni, ne è la piena dimostrazione. Un altro fattore interessante che ci mostra la tendenza a non voler lanciare i giovani in Italia è l’età media delle squadre di Serie A: le prime due forze del nostro campionato, Inter e Napoli, sono rispettivamente la seconda e la prima rosa per età media più avanzata: i neocampioni d’Italia 27,8 anni e i partenopei 28,1 anni. Queste età medie, che, messe a confronto con quelle delle forze degli altri campionati esteri, (Chelsea e Barcellona per esempio) sono molto avanzate: infatti l’età media dei giocatori dei Blues corrisponde a 23,5 anni e quella dei Blaugrana a 24,6 anni. Molte volte si è parlato di “CAMBIAMENTO RADICALE” per dare una svolta al calcio Italiano e riportarlo dove merita; però non si è mai visto veramente qualcosa di concreto per segnare almeno l’inizio di questo “CAMBIAMENTO RADICALE”… ancora una volta tante parole, ma pochi fatti. Il prossimo 22 giugno ci saranno le elezioni del nuovo presidente della FIGC, che avrà un compito difficilissimo: far rinascere il calcio italiano, un po’ come successe al Napoli due anni fa. Mi auguro che questa sia la volta buona per dare una svolta DEFINITIVA al Calcio Italiano, soprattutto attraverso la valorizzazione dei giovani, che, oltre a essere il “futuro” della nostra Nazione, sono anche il futuro dello sport. Staremo a vedere!






