Conte: perché l’addio sarebbe giusto
Le parole di Conte nella sala stampa della Cetilar Arena di Pisa hanno lasciato spazio a molte interpretazioni, il suo futuro è incerto e probabilmente dopo l’Udinese sarà addio. Se così fosse ad avviso di chi scrive sarebbe la scelta corretta per tutti, ci sono varie motivazioni da considerare.
La prima cosa da rimarcare, a scanso di equivoci, è che col possibile secondo posto la stagione è positiva, da 6.5 pieno. Vincere una Supercoppa ed arrivare secondi non può che rendere l’annata comunque positiva nonostante la Champions peggiore dell’era De Laurentiis ed un campionato con pochi punti fatti rispetto al potenziale della rosa.
La seconda cosa da ricordare è che Conte, qualsiasi sia la scelta per il futuro, è uno dei tre migliori allenatori della storia del Napoli.
Conte: ecco perché è giusto salutarsi
Fatte queste doverose premesse chi scrive pensa che il Napoli comunque debba cambiare allenatore e questa finestra è l’opportunità giusta per entrambe le parti per salutarsi bene. Questo perché le prestazioni degli ultimi due mesi (fatta eccezione per le belle prove contro le modeste Cremonese e Pisa) sono tutte negative, piatte, degne di una squadra svuotata. Come dimenticare infatti la lezione di calcio che la Lazio di Sarri ha imposto al Napoli? Oppure il Bologna che viene a fare 3 gol al Maradona? Il pareggio di Parma? E anche il successo di Cagliari dove dopo un 1-0 iniziale la prestazione è stata decisamente piatta. Tutte queste prestazioni sono arrivate senza l’emergenza infortuni che ha attanagliato il Napoli da novembre ad inizio marzo e proprio questo deve far riflettere. Quando una squadra chiude in calando un‘annata sportiva significa che a fine stagione deve cambiare molto. Quindi le soluzioni sono due: cambiare mezza squadra o cambiare allenatore. Dato che la prima non è economicamente praticabile (oltre al fatto che sarebbe probabilmente pure un errore fare troppi cambiamenti ad una rosa complessivamente forte per la Serie A), è giusto scegliere la seconda strada per evitare di farsi male.
Proprio su questo punto è giusto fare ulteriore chiarezza: Conte è un valore aggiunto in alcune circostanze. Quando arriva al primo anno giocando una volta alla settimana e dovendo ribaltare i pronostici è il migliore al mondo. Questo va detto con grande onestà: solo Antonio Conte poteva vincere lo scudetto lo scorso anno. La prova di questo assunto è data dal fatto che Conte è riuscito in altre 2 occasioni a vincere il campionato al primo tentativo senza coppe (Juventus 2012, Chelsea 2017). Se Conte al primo anno senza coppe è un fuoriclasse, non si può dire altrettanto del secondo anno. Lo abbiamo visto in carriera (soprattutto in Inghilterra nei suoi secondi anni si sono visti diversi limiti) ed in parte anche in questa stagione. Perché se è vero che il Napoli probabilmente arriverà secondo è altrettanto vero che la distanza dall’Inter sarà siderale e questo ad inizio stagione non era affatto preventivato e preventivabile. Se dopo Napoli-Pisa della quarta giornata ad un tifoso azzurro gli fosse stato detto che l’Inter avrebbe fatto 19 punti in più nelle successive 33 partite si sarebbe messo a ridere. Ed invece questo è successo davvero.
Anche la gestione degli infortuni non è un unicum della storia di Conte: basti vedere cosa è successo all’Inter ed anche al Tottenham. Perché l’allenatore pugliese, nel pieno della sua carriera, dovrebbe cambiare metodo?
Di Conte è nota la sua bravura nel ribaltare i pronostici, meno della sua “ebollizione” quando le cose non vanno bene. Nell’estate 2025 il Napoli ha accontentato il suo mister in quasi tutte le richieste ed è per questo l’allenatore non ha potuto eccepire nulla pubblicamente. Nella prossima estate, principalmente a causa degli errori dell’estate 2025, il mercato del Napoli sarà più austero e bisognerà rilanciare qualche “esubero” e lanciare qualche giovane. Conte è davvero la persona adatta in questo momento storico? La sua carriera ci suggerisce che l’allenatore pugliese non sia il profilo adatto per una situazione simile.
Conte quando non riesce ad essere accontentato sul mercato può essere pericoloso, basti ricordare cosa accaduto nella Londra Blues nel 2018 (separazione non così amichevole dal Chelsea di Abrahmovic) e nella Londra Spurs (separazione conflittuale con Levy). Con un mercato più austero alle porte il rischio di un Conte in ebollizione è alto, ed il Napoli non potrebbe permetterselo.
Per queste ragioni ad avviso di chi scrive un addio sarebbe la soluzione migliore: il Napoli il prossimo anno dovrà essere competitivo per i primi 4 posti cercando di mettere le basi per un successo del campionato nei prossimi anni visto che l’Inter ha dimostrato di avere un grosso margine in questa stagione e che verosimilmente si andrà a rinforzare. Con una mole di risorse non ampia e con alcuni giovani da lanciare Conte non sembra la persona giusta.
Nel caso di addio la gratitudine sarebbe eterna, questo è ovvio. Conte è uno dei 3 migliori allenatori della storia del Napoli: questo è oggettivo e non va dimenticato.






