Inter – Napoli di domenica sera è stato uno spot bellissimo per la serie A.
Le due migliori squadre del campionato che hanno dato vita ad un match di alto livello. Oseremmo dire molto europeo. Perché la gara andata di scena a San Siro è stata di sicuro la più europea della stagione. Anche grazie ad un arbitraggio notevole, che dovrebbe essere preso ad esempio per tutti gli altri match.
L’inter che è arrivata al completo, il Napoli con molte defezioni, alcune preziosissime.
E la gara ha dimostrato dei dettagli importanti. Il Napoli si è dimostrato solido, cresciuto, concentrato, campione in carica. Più forte.
Inter, il limite mentale che riemerge nei momenti decisivi
L’Inter invece ha mostrato qualità, ma anche un ormai cronico problemino mentale. A dimostrazione bastava aver notato, in una sequenza Dazn, i volti di Barella, Bastoni e Mctominay verso il 90esimo. Gli interisti, pallidi, come se non vedessero l’ora che l’arbitro Doveri fischiasse la fine. Lo scozzese, miglior giocatore del campionato e pure nettamente, invece avrebbe giocato fino al giorno dopo.
Un cambio di rotta raramente visto da queste parti, forse solo negli anni del 10 divino. Un capovolgimento di gerarchie non solo societarie, ma anche mentali. Come se l’Inter, squadra più sopravvalutata degli ultimi 30 anni, avesse ben chiara la situazione. Ed anche il Napoli. Questa è la novità assoluta.
Il Napoli, ci ripetiamo, ha una corazzata. E quando diciamo corazzata includiamo anche l’allenatore ovviamente, il migliore del campionato. Ha giocato alla pari, anzi meglio, dell’Inter nonostante 9 assenze. Perché i valori pure di chi partiva in secondo piano sono molto importanti.
Napoli corazzata, Conte e una superiorità evidente
Per noi non ci sono dubbi. La rosa allenata da Antonio Conte è la migliore del campionato. L’Inter sembra non aver ancora colmato il suo difetto più grande. Peccato per i primi 2 mesi e mezzo e per le due sconfitte di Torino e Udine, che costringono oggi a rincorrere qualcuno di inferiore.
Ma non dubitiamo che, quando e se vedranno il Napoli alle calcagna, possano tremare. È la loro condanna ed il loro difetto più grande. Ed i volti di Barella e Bastoni sembrano andare esattamente in quella direzione.
Chiudiamo con un appello: l’anno scorso è stato un campionato bellissimo che il Napoli ha vinto contro l’Inter di Marotta punto a punto. Quest’anno forse sarà lo stesso, forse no. Ma Inter – Napoli ha dimostrato che non esistono retropensieri e non esistono leghe che portano il nome di dirigenti.
Esiste una mancanza di uniformità, questo si. Ma la si può colmare vedendo la gara di Doveri e fare copia incolla.






