La Dea Bendata sembra vederci bene, quando c’è di mezzo l’azzurro. E a farne le spese, sono i calciatori del Napoli. Dopo Amir Rrahmani, Kevin De Bruyne e Stanislav Lobotka, si aggiunge anche Frank Zambo Anguissa al club di quelli che, più o meno alto, hanno subito un infortunio al bicipite femorale. Senza dimenticare Romelu Lukaku che, però, la lesione se l’è beccata al retto femorale.
Napoli, welcome to Lesion City
Antonio Conte, meraviglioso menzionarne il nome, dovrà portare il gruppo a farsi benedire a Pompei. Rigorosamente a piedi, facendo gradoni, ripetute e lavoro aerobico nel frattempo. Quello del Napoli, negli ultimi due anni, è ormai è un genere narrativo: altro che stagione calcistica, siamo alla Serie TV “Lesion City”. Dopo la prima stagione col soleo protagonista, la ruota della sfortuna ha deciso di fermarsi quest’anno sul bicipite femorale. Manco fosse una collezione Primavera/Estate di infortuni muscolari.
Il Napoli ha iniziato la stagione con una rosa lunga. Ora è diventata una rosa. Punto. L’infermeria del Napoli è sempre in Black Friday degli esami strumentali, con lo staff medico che accumula punti fedeltà come se fossero miglia aeree. I fisioterapisti ormai conoscono ogni singola fibra muscolare dei giocatori meglio delle password del Wi-Fi di casa. Il bicipite femorale ha assunto il ruolo di antagonista principale del campionato: se fosse un personaggio, avrebbe già il suo spin-off su una piattaforma streaming.
Nel frattempo, i tifosi del Napoli hanno sviluppato un nuovo riflesso condizionato: non esultano più per gol segnato (visto che, tra l’altro, ultimamente è assai raro), ma tirano un sospiro di sollievo se, dopo un’azione, il giocatore si rialza senza toccarsi la parte posteriore della coscia.
Conte: servono i superpoteri o… riflessioni?
E allora sì, i “superpoteri” di Conte iniziano a diventare una richiesta ufficiale, quasi burocratica. Altro che mentalità, grinta e sudore: qui servono poteri paranormali. Teletrasporto per evitare contrasti inutili. Rigenerazione in stile supereroe Marvel per i muscoli distratti. Preveggenza per capire quando il prossimo bicipite deciderà di lanciare un comunicato di sciopero interno.
Conte dovrà arrangiarsi: inventare ruoli, adattare interpreti, trasformare mediani in mezzali, mezzali in quinti, e quinti in speranze. E finché Anguissa e soci faranno la fila al club esclusivo degli “out per bicipite femorale”, l’unico vero superpotere richiesto al tecnico sarà uno solo: far sembrare tutto normale, mentre attorno a lui il Napoli gioca a Jenga con la propria condizione fisica.
Oppure, semplicemente, al di là di tutta l’ironia consumata in questo articolo, qualcuno dovrebbe delle spiegazioni serie per l’ecatombe vissuta nelle ultime due stagioni. Una riflessione sui metodi di lavoro, sulla preparazione fatta, sugli allenamenti ai quali i calciatori sono costretti ogni giorno. Il Napoli ha la rosa più vecchia della Serie A: un dettaglio che, a quanto pare, è sfuggito. O forse, non è stato nemmeno preso in considerazione.





