La 35’ giornata di Serie A era cominciata nel pieno delle polemiche più frivole: in seguito al bulimico 5-4 di Champions al Parco dei Principi, un’affermazione sacrilega e cinica aveva spiazzato gli incalliti amanti dei Tiktok da un minuto e nove gol, tanto è ampia la loro soglia dell’attenzione.
“Se non possiamo vincerla, non perdiamola”. Questa la frase incriminata, proferita da Antonio Conte agli sgoccioli della gara tra Como e Napoli. Che squallore!
Come ha osato pensare di conservare un risultato che avrebbe portato la qualificazione Champions ad essere una mera questione di aritmetica, perdipiù sul campo della quinta forza del campionato?
Perché non attaccare con tutti gli effettivi e cercare di mandare un gol in pasto ai nativi digitali, o per così dire soddisfare solo parzialmente le pretese di dominio assoluto dei tifosi del Real Napoli, pronti a giustificare qualunque avvenimento sportivo con la fantomatica cifra dei 200 milioni?
Lo 0-0 a Como è un grande risultato per gli azzurri
Como è un campo complicato per chiunque e presentarsi in casa dei ragazzi terribili di Fabregas proprio mentre vive un momento di fiducia costellato da ambizioni d’élite non è l’ideale. Il Napoli, salvo una sanguinosa palla persa che mette Douvikas dinanzi a Milinkovic poi salvato da un brillante Rrahmani, non concede troppo agli avversari pur mostrandosi troppo passivo. Encomiabile la fase difensiva degli azzurri, capace di mostrare un blocco basso solido e coriaceo dinanzi all’attacco più esplosivo del campionato. Una trovata geniale di Baturina non coglie impreparato il portiere serbo e nel finale prima McTominay e poi Politano vanno più vicini alla rete di quanto i padroni di casa abbiano mai fatto durante l’incontro. Al fischio finale, però, i musi lunghi sono davvero troppi.
Poche ore dopo, la spumeggiante Atalanta schieratasi con ben tre attaccanti (De Ketelaere, Krstovic e Scamacca) impatta sullo 0-0. È poi la volta del Bologna di Italiano, squadra simpatia di una fetta delirante della stampa partenopea; ancora 0-0 e c’è da ringraziare Zé Pedro, perché da due metri il difensore sardo riesce a graziare il giovane Pessina.
E il Milan, pronto a insidiare il secondo posto?
Sconfitto 2-0 a Reggio Emilia, sotto di un gol e un uomo sin dalle prime luci della gara, con la sostituzione Athekame-Nkunku pronta a destare incredulità di qui a fine campionato.
Si supera la Juventus di Spalletti, riesumato dalla damnatio memoriae della sopracitata fazione della stampa in nome della bellezza perduta. 1-1 contro il Verona retrocesso e 9 punti da fare per assicurarsi un piazzamento Champions che pareva cosa fatta.
In conclusione, il Napoli ha blindato il secondo posto in una giornata decisamente sfavorevole per gli incroci.
Napoli non perdona a Conte il suo passato
Non credete alle favole da bar, al Napoli al completo e ai 200 milioni sperperati.
Al Napoli manca David Neres, mancano Di Lorenzo e persino il gioiellino Vergara, senza considerare il tragicomico caso Lukaku. Anguissa, dopo esser stato alle prese con un infortunio particolarmente probante per un giocatore dalla sua struttura fisica, non tornerà almeno per questo finale di stagione neanche lontanamente assimilabile al giocatore che a inizio anno fu il migliore per distacco dei fab four. Il mercato da 200 milioni, la cui scelleratezza non è in discussione, pare sia stato fatto attingendo direttamente dalle casse della Filmauro.
Dimenticando gli incassi di Kim (sostituito con un difensore brasiliano semisconosciuto pagato 10 milioni di euro spendibili in tre comode rate), Osimhen e Kvaratskhelia, mai degnamente sostituiti.
E si può mettere alla gogna un allenatore che vince uno scudetto perdendo a gennaio quello che ad oggi è forse il miglior giocatore al mondo per poi confermarsi al secondo posto con tanto di Supercoppa l’anno successivo in una squadra che contava 11 trofei nazionali prima del suo arrivo? E per cosa? Per aver rimpinguato una rosa che alla penultima giornata dello scorso campionato arrivò a giocarsi il tutto per tutto con 5 giocatori di movimento in panchina?
Basta davvero un Lucca a vanificare tutto?
E Hojlund, Elmas, Milinkovic e Gutierrez non potrebbero formare il Napoli che verrà, al netto dell’allenatore?





