Partiamo da un problema semplice.
Immaginate che nasca un nuovo format di Champions, la Super SuperChampions, passando dalle attuali 36 squadre a 48.
Di conseguenza immaginate che il numero delle partecipanti italiane, per questo motivo, passi da 4 a 6.
Secondo voi, per il Napoli sarebbe più facile o più difficile entrare a far parte delle magiche 48?
Ecco, sicuramente la risposta è: più facile! E ci mancherebbe, è una questione di aritmetica in fondo. Se i posti aumentano, e le concorrenti no, dato che il campionato resta a 20 squadre, le possibilità sono maggiori.
Il discorso si ripropone pari pari per le qualificazioni ai Mondiali. Se proprio vogliamo fare le pulci al sistema, quello che diventa più complesso vincere è proprio il Mondiale, perché con più squadre, e più partite, il rischio di cadere in una buca è maggiore. Ma, appunto, questa è preoccupazione quando ci si arriva al Mondiale, non nelle qualificazioni!
Invece in quest’ultima settimana da Gattuso in giù si è fatto un gran parlare di sistema di qualificazione fallace, poco meritocratico, e il Sudamerica, e le percentuali delle europee, e il clima rigido, e i bimbi non giocano più per strada, e tu lo conosci Pio e via discorrendo.
Tutte balle.
Ne volete un’altra?
Qualificazioni 2006: una curiosa coincidenza
Nel 2006, ultimo anno memorabile della Nazionale ai Mondiali, l’Italia vinse il proprio girone di qualificazione che vedeva ben sei squadre, non cinque, sei, e che vedeva solo la prima passare ai Mondiali. Gli azzurri fecero 23 punti sui 30 disponibili.
Sapete chi arrivo seconda dietro l’Italia? La Norvegia.
E poi Scozia, Slovenia, Bielorussia e Moldavia.
Nel 2010, l’Italia di Lippi campione in carica che poi fece figura barbina in Sudafrica, vinse il proprio girone – sempre a sei squadre e sempre con la sola prima a qualificarsi direttamente, davanti ad Irlanda Bulgaria Cipro Montenegro e Georgia.
Nel 2014 prima davanti a Danimarca, Rep. Ceca, Bulgaria, Armenia e Malta.
L’ultima volta che fummo costretti agli spareggi? Nelle qualificazioni del 1998, arrivammo dietro all’Inghilterra.
Il paese degli alibi
La morale è che l’Italia è sempre stato il paese degli alibi. Pur di non ammettere che il sistema è fallimentare, drammaticamente fallimentare, si tirano in ballo attenuanti improbabili, a volte tragicomiche nelle loro argomentazioni.
Eppure, almeno qui a Napoli, una dimostrazione ce l’avremmo di come vedere la luce in fondo al tunnel. La diede un uomo con la papalina che, a proposito di un Napoli che navigava tra la serie B e la C in mezzo a un mare di debiti, disse: Devi toccare il fondo per risorgere.
Tullio Maddaloni , questo il nome del critico tifoso del Napoli, ebbe questa visione; un uomo venuto dal cinema la coltivò. Ecco, servirebbe un uomo come quello alla guida del sistema Italia. Un vero visionario, non una mezza figura come chi è ora al comando.




