Fiorentina Napoli. Abbiamo un attaccante? Abbiamo un attaccante. Finalmente. Non ce ne voglia Romelu Lukaku, ma il suo infortunio è stato uno dei gesti involontari più altruistici mai visti su un campo da gioco. Nessuno aveva il coraggio neanche di pensarlo il 14 agosto scorso, quando il belga crollò durante l’amichevole contro l’Olympiacos. Oddio, non proprio nessuno…
Ci ha messo soli 14 minuti Rasmus Hojlund per annientare la Fiorentina. Al suo esordio in maglia azzurra.
Fiorentina Napoli: le statistiche di Rasmus Hojlund
Numeri individuali impressionanti: 0.93 xG; 0.59 xA; 32 tocchi e 82% di precisione;7 duelli su 9 vinti e una heatmap da dominatore della metà campo avversaria.
L’attacco dello spazio, la gestione del pallone, la cattiveria con cui si punta alla porta: materiale che negli ultimi dodici mesi ci siamo convinti che non fossero necessari.
La dinastia dei bomber napoletani ha un candidato serio
La mente ci ha indotto a credere che la figura del nove potesse avere ragione di esistere anche nelle sponde a centrocampo. Forse lo abbiamo fatto per non soffrire. Per non pensare che la dinastia dei bomber azzurri fosse finita dopo Victor Osimhen.
E invece l’attaccante tipo del calcio moderno, quello che praticano i top club europei, non può ritenersi tale se non riempie la partita di tante cose utili. Senza palla, ma soprattutto con la palla.
La mezza luna di Hojlund, in occasione del suo primo gol per il Napoli, non la vedevamo eseguire con così tanta cattiveria dai tempi di Edison Cavani. Movimenti costanti e reiterati, come se l’unica cosa da fare fosse non concedere respiro alla difesa viola. Pongracic e Comuzzo, al ventesimo, guardavano già il cronometro per capire quanto ancora dovessero soffrire. Off topic per Comuzzo: a gennaio scorso non sono bastati quasi 40 milioni per convincere Commisso.
Il Napoli di Conte ha tutto quello che mancava
Tornando al Napoli. Abbiamo un attaccante dicevamo. Uno di quelli che risolve e indirizza le partite. Giovane, già forte e con ampi margini di crescita. Fatecelo dire: futuribile. Che bella parola futuribile per un attaccante. Uno che la Serie A la conosce bene. Ma che anche quando non la conosceva l’ha subito dominata. Tanto da volare subito in Premier League. Per fortuna allo United più imbarazzante di sempre. Altrimenti questo articolo non sarebbe mai esistito.
Il Napoli di Antonio Conte sembra avere tutto ora. Tutto quello che sapevamo mancasse è Rasmus Hojlund. Una sensazione bellissima. Un’arma letale che non si inceppa, che non deve gestire le energie e centellinare gli scatti. Sponde e utilizzo del corpo relegati a contorno e non a portata principale.
A naso, la miglior partita per produzione offensiva da quando Conte è a Napoli. Non è un caso, anzi. Il primo pressing è uno spettacolo. Uomini viola presi fisicamente d’assalto. Altro cambio di rotta rispetto alla semplice copertura delle linee di passaggio a cui eravamo costretti lo scorso anno. Che dire, forse quest’anno ci divertiamo…






