Pensavate che con il 2-2 dello scorso Inter-Lazio Inzaghi avrebbe smesso definitivamente di farsi sfuggire campionati già vinti?
Bene, vi sbagliavate di grosso.
Ha solo messo il Bisht.
Inter di Inzaghi e Al Hilal si somigliano tremendamente
Ordiniamo le idee: prima di parlare dell’Al Hilal, bisogna prendere atto del contesto in cui Inzaghi si è catapultato. Egli allena infatti il club più titolato del suo paese nonché dell’intero continente, un’oasi dorata sin dagli anni settanta, in cui fu meta delle ultime brillanti uscite di campioni come Rivelino e Zagallo. Per dimenticare l’annata passata avara di soddisfazioni e ravvivare il furore della piazza, la società (gestita dal PIF) ha deciso di puntare sull’allenatore italiano accogliendolo con due colpi da novanta come Theo Hernandez e Darwin Nunez. Ai nastri di partenza, l’Al Hilal è la favorita e lo dimostra inanellando una serie di vittorie in tutte le competizioni iniziata il 25 settembre e conclusasi il 25 gennaio.
E qui comincia il dejà-vu.
Inzaghi sbaglierà ancora? E Ronaldo fa come Kvara
Sul campo dell’Al Riyadh, arriva la prima battuta d’arresto dell’Al Hilal con un deludente 1-1. La squadra, capolista, passa dal solido vantaggio di 7 punti a quello di 5.
Poi, in casa dell’Al Qadisiah, un altro pareggio sopraggiunto in extremis.
Niente panico, i punti sono ancora 3.
E in casa contro l’Al Ahli?
Il più classico degli 0-0. La società reagisce: con una magagna che farebbe impallidire persino i vertici della lega calcio italiana, il PIF (proprietario di tutti i 4 principali club sauditi), sposta Benzema per “questioni legate ai diritti d’immagine” dal deludente Al Ittihad campione in carica alla squadra di Inzaghi arricchendo ulteriormente un roster già colmo di campioni. E alla capolista indisposta alle grandi occasioni troviamo persino una controfigura reduce da un campionato deludente e in netta ripresa, l’Al Nassr di Ronaldo che in questa simpatica riedizione da sceicchi della scorsa Serie A fa le veci del Napoli di Conte. Esclusi dalla Champions League asiatica, devono però far i conti con la delicata situazione relativa alla stella del club. Se Kvaratskhelia l’anno scorso doveva il suo mal di pancia alle sirene parigine, CR7 ne fa una questione di principio per la mossa meschina del club rivale, con l’arrivo di Benzema che rende ancora più plateale il dislivello tecnico tra le squadre in corsa per il titolo.
A quindici giornate dalla fine, l’Al Hilal ha un punto di margine sull’Al Nassr, tre sull’Al Ahli, quattro sull’Al Qadisiah. Una riedizione del crollo verticale che vide l’Inter di Inzaghi collassare proprio nel momento clou della stagione sembrerebbe francamente impensabile, ma nelle ultime uscite la sua squadra ha lasciato trasparire la stessa ansia e confusione che trasparì nelle fatali Inter-Roma o Inter-Lazio ed è universalmente noto che una squadra sia lo specchio del suo allenatore.
Perché nel calcio come nella vita il concetto di “vincente” non è strettamente legato ai riconoscimenti. È una questione di attitudine. E sciupare 4 campionati su 5 presentandosi ai nastri di partenza in prima fila è d’una gravità inaudita che si tratti di Serie A o di Saudi Pro League, per quanto positivo possa essere il lavoro tecnico-tattico effettuato. In Arabia Saudita il piacentino è ancora in tempo per evitare di sciupare l’ennesimo campionato della sua carriera.
