Conte ha dato tempo a Napoli: Napoli dia tempo a Conte
C’è una matrice provinciale che avvelena la piazza azzurra e le impedisce di fare quello step mentale affinché si passi dallo status di medio-alta a quello di big del calcio italiano ed europeo. La solita selezione degli intoccabili, mossa da simpatie e antipatie ataviche e spesso correlate ad avvenimenti che coinvolgono il diretto interessato da ben prima che approdi in azzurro. Ed ecco che una tremenda disfatta lascia libero sfogo ai rigurgiti di chi “a Napoli non si gioca così”, di chi “dopo il secondo anno è da buttare”, di chi “così non si vince”.
Spoiler: a Napoli, solitamente, non si vince.
Conte, dopo aver fatto ciò che era accaduto solo per intercessione divina in passato, è ora chiamato a fare qualcosa che da Milano in giù non è mai riuscito. Un bis preteso dalle stesse persone che guardavano con incurabile ottimismo il 2023-24 perché suvvia, non si può vincere sempre!
Solo Conte può reindirizzare questo Napoli
Conte non è esente da responsabilità e la sua inflessibilità è probabilmente il principale motivo delle critiche assennate rivoltegli negli ultimi tempi. Spesso indirizzategli dal popolino del modo sbagliato: evidenti le lacune del 4-1-4-1 asimmetrico schierato in queste prime gare per la mancanza effettiva di imprevedibilità sugli esterni, evidente la faziosità di una piazza che continua a fare figli e figliastri. L’oggetto delle critiche non era la poca fluidità del gioco! Era chiaramente il fantomatico dualismo De Bruyne-McTominay, con il belga indicato come principale colpevole delle ombre che hanno avvolto l’incursore scozzese nelle prime uscite. Attempato il campione ex City per una stampa che sembra aver finito gli argomenti, pregno di compassione e giustificazioni l’avvio di stagione dell’uomo dell’indimenticabile rovesciata al Cagliari. Una rovesciata che deve evidentemente aver fatto punteggio anche nelle gare di questo campionato.
Colpevole di voler schierare tutti i suoi migliori giocatori, l’allenatore salentino non sembra aver trovato la giusta armonia in campo e fuori e i nodi vengono al pettine quando Lobotka, stabilizzatore degli umori e del calcio azzurro, abbandona la squadra per l’ennesimo infortunio muscolare.
Il Napoli arranca e subisce una delle più grandi umiliazioni della sua storia europea, per la felicità di alcuni “tifosi”. Le prestazioni individuali di alcuni dei pupilli delle masse passano inosservate: Di Lorenzo ad esempio continua a farsi tartassare da chiunque imbocchi la sua fascia, ma questo accadeva anche quando il Napoli vinceva contro Genoa e Cagliari.
La verità è che qualcuno non perdona a Conte il suo passato, strisciato e vincente. Antipatico perché vince. Non è bastato uno Scudetto vinto con una delle rose più incomplete della storia della Serie A per la redenzione, per concedergli un briciolo di fiducia.
Conte merita la fiducia dei tifosi
Il tripudio del dissenso napoletano arriva tutto in seguito ad una conferenza stampa mal gestita da Conte, che ad Eindhoven arranca emotivamente e manda in pasto ai leoni i nuovi arrivati. Ecco che lo spogliatoio si è frammentato, De Bruyne è in partenza per l’Arabia, Neres è infelice e Lang a momenti chiede un duello da far west al suo allenatore. Non si poteva immaginare ci fossero così tante persone ad avere contatti diretti con lo spogliatoio azzurro. Il mercato poi, sbagliato dalla A alla Z (quindi, n.d.r., è Conte o la piazza ad aver bocciato i nuovi acquisti?). Risaputi i tempi del tecnico ex Tottenham e lampante l’esempio di Spinazzola, per 6 mesi desaparecido salvo poi diventare punto fermo dei Partenopei, bisognerebbe dare tempo a chi ha dato tempo al Napoli, prendendolo per mano quando nessuno ne avrebbe avuto il coraggio e che dati alla mano chiuderà questa giornata, nella peggiore delle ipotesi, a -3 dalla vetta. Non vi dico nella migliore… tenete a bada le isterie da disfatta, accettabili ad oggi solo se eravate presenti ad Eindhoven. Citando un signore del calcio, meglio perdere una partita per 6-0 che 6 per 1 a 0.






