Capo Verde ferma la Spagna e l’eurocentrismo
Incredibile ad Atlanta: all’esordio assoluto nella competizione, Capo Verde ferma sullo 0-0 la favoritissima
Spagna. Un risultato che mette a tacere il becero eurocentrismo dilagante tra gli italiani. Eurocentrismo che spesso e volentieri fa rima con analfabetismo, anche e soprattutto nell’ambito sportivo.
Capo Verde, l’impresa e il paradosso del Professore
La prestazione degli esordienti capoverdiani è riuscita a stringere i cuori degli appassionati di ogni dove, finiti inconsapevolmente a sperare nella riuscita dell’impresa dello Stato galleggiante, costituito da un arcipelago di dieci isole e abitato da poco più di mezzo milione di persone. Ci troviamo dinanzi alla più spontanea realizzazione del paradosso espresso da “Il Professore” de La Casa di Carta: l’essere umano è naturalmente predisposto a prendere le parti del più debole e se si affrontassero Brasile e Camerun, sarebbe la squadra africana a godere dei favori della gente.
Qui però si sfora persino l’iperbolico, perché gli spagnoli sono senza dubbio i favoriti della vigilia. Considerati dalla critica alla stregua di una quinta liceo in gita internazionale, la selezione del CT Leitao Brito si mostra subito restia a recitare la parte della vittima sacrificale. Parlare solo di fortuna e di imprecisione dei campioni d’Europa in carica sarebbe nient’altro che il riverbero del colonialismo intrinseco dominante nella narrazione spicciola dei media del Vecchio Continente.
La verità è che gli africani sono compatti, stretti in trincea e intuitivi quando le imbucate degli avversari diventano sistematiche. Spaventano Unai Simon e costringono i talenti in campo a girovagare senza troppa convinzione, li sviliscono pian piano e reggono persino all’impatto bruciante di Yamal. Uomo partita Vozinha, portierone classe 1986 capace di compiere ben sette salvataggi, di cui almeno un paio da film del Mondiale.
Nessuno osi toccare gli slot d’accesso per federazione
Capo Verde è la prova vivente dell’unicità di una competizione volta alla rappresentazione omogenea di tutti i continenti, non alla partecipazione delle più forti squadre del pianeta.
Parliamoci chiaramente: basta aver visionato le partite di Repubblica Ceca e Scozia per rendersi conto della bassezza tecnico-tattica di due squadre europee mortificate dalla Corea del Sud e addirittura da Haiti, squadra di un paese in emergenza sociale abnorme uscito sconfitto dalla gara solo a causa della presenza di elementi come McTominay e McGinn pronti a fare tutta la differenza del mondo.
Gattuso, osannato come al solito dal popolino, prima dei playoff mondiali parlava della scandalosa presenza delle 9 nazioni africane. Come se la UEFA non avesse commissionato un meccanismo di playoff su misura per salvare anche il non salvabile!
Perché, quando era ragazzo lvi, le africane al mondiale erano due.
E l’Italia non sceglieva i rigoristi lasciando tirare a sorte tre uomini volti a dirigere la squadra solo ed esclusivamente per il loro passato da calciatori.
