Bologna-Napoli: match senza storia al Dall’Ara
Il Napoli perde la sua terza gara in campionato in modo netto contro il Bologna di Vincenzo Italiano che si porta così ad un solo punto da Milan e Napoli, momentaneamente prime a quota 22 punti in classifica.
Bologna-Napoli: il match
Antonio Conte conferma in blocco la formazione schierata martedì con l’Eintracht. Sei cambi per Vincenzo Italiano che rivoluziona la squadra che aveva pareggiato contro il Brann. La squadra di Conte ha più di 48 ore di riposo rispetto a quella di Italiano, ma in campo non si vede. Il Bologna perde subito Skorupski per infortunio muscolare ed è costretto a mettere il minorenne Pessina a difesa della porta: il classe 2007 farà solo una parata, molto semplice, su un tiro di Elmas nel primo tempo. Nella prima frazione il Napoli ed il Bologna si annullano, non ci sono grandi azioni da entrambe le parti. Nella ripresa invece una sola squadra scende in campo: il Bologna di Vincenzo Italiano. I felsinei vanno in vantaggio con Dallinga al minuto 50 e raddoppiano con il primo gol in Serie A di John Lucumi. Nella ripresa il Napoli non effettua neanche un tiro in porta e perde mestamente al Dall’Ara.
Conte effettua cambi solamente quando la partita è compromessa: sul 2-0 subentrano Lang e Neres che creano di più degli stanchi Eljif Elmas e Matteo Politano.
Antonio Conte viene completamente surclassato dal collega Italiano che tatticamente lo porta a scuola con un piano gara efficace sotto tutti i punti di vista.
Il Napoli esce sconfitto nettamente dal confronto con i felsinei che vincono meritatamente contro i campioni d’Italia. La classifica è paradossalmente l’unica nota lieta: gli azzurri sono momentaneamente primi a pari merito col Milan e nella peggiore delle ipotesi saranno a -2 dalla vetta tra qualche ora. La sosta arriva al momento giusto, ma Antonio Conte è chiamato a risolvere tanti problemi. Il suo Napoli non segna su azione dal trionfo contro l’Inter, sono quattro gare. Non accadeva dai tempi di Walter Mazzarri, nel dicembre 2023.
Antonio Conte conferma costantemente l’importanza del lavoro collettivo: l’impressione è che il primo che debba lavorare maggiormente è proprio lui.






