Conte apre alle richieste di De Laurentiis: la situazione
Antonio Conte potrebbe restare a Napoli: ne parla Il Mattino.
Il Mattino: “La gara con il Bologna è il quart’ultimo atto della stagione azzurra. Quattro e non tre, come le gare che mancano. Perché in realtà, l’ultimo, a questo punto il più atteso e il più importante è rappresentato dal colloquio (finale) tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte. De Laurentiis riflette sereno, con l’assegno
Champions al sicuro.
Ma dal mondo Conte arrivano segnali di apertura totale nei confronti del nuovo progetto Napoli: non dovesse il patron annunciare un piano clamoroso di ridimensionamento delle ambizioni azzurre, un taglio radicale dei costi, un mercato da austerity e magari qualche cessione eccellente, Conte è pronto ad andare avanti e accettare la sfida del terzo anno. Sì, perché è convinto che questo Napoli, anche senza ritocchi eccessivi, un’altra rivoluzione come quella dell’estate scorsa, può togliersi grandi soddisfazioni. Il Conte-ter, nella sua carriera, lo ha fatto solo alla Juventus. Sì, siamo vicini alla decisione: e anche se avverte che il clima intorno a lui è cambiato, con una fastidiosa atmosfera di perplessità sul suo lavoro, Conte è pronto a raccogliere il guanto della sfida.
Conte sa che De Laurentiis farà riferimento al monte-ingaggi e non si opporrà all’eventuale riduzione (compreso l’addio a Lukaku). E non alzerà neppure un muro sul fatto che non ci saranno altri nove acquisti (più altri due a gennaio) come negli ultimi 12 mesi. Ascolterà.
Partendo dal fatto che non ha un’altra squadra e non ha neanche la tentazione della Nazionale: quello che gli piace da morire è il clima che si respira stando nel Napoli, ovvero di tutto il resto dell’Italia contro di lui. O lui contro tutti. Sa che la serie A che non tifa Napoli farebbe salti di gioia nel vederlo andar via dalla panchina azzurra.
Ed è per questo che la sua è una riflessione profonda. Insomma, la partita della permanenza è tutta da giocare e poiché De Laurentiis non ha intenzione di licenziarlo (non ce ne sarebbe neppure lo straccio di un motivo, né tecnico né personale), la partita è tutta su quel “nuovo inizio” che ha in mente De Laurentiis. Conte non intende mettere sul tavolo i progetti ancora fermi, a partire dal centro sportivo e dal settore giovanile che pure gli erano stati ventilati al suo arrivo. Non ha ragione di farlo perché non andrà all’incontro per “rompere”: ed è per questo che davvero tutto dipende da questo colloquio, dalle intenzioni di De Laurentiis. Ora aspetta che il suo presidente gli comunichi il progetto Napoli (anche se qualche telefonata c è già stata). E se dovesse esserci convergenza (anche parziale) di visioni, e non una frattura, Conte
andrà avanti.
Ogni scenario è aperto. A oggi. Ma ce ne sta uno ancora più intrigante e non campato in aria: poiché Conte non vorrebbe, eventualmente, iniziare la prossima stagione con il contratto in scadenza, potrebbe anche ventilarsi l’ipotesi di un prolungamento di un altro anno. Sì, fino al 2028, magari spalmando una parte dell’ingaggio della prossima stagione (sono quasi 7,5 milioni netti).
Insomma, piano con le previsioni e una certezza: il futuro non dipende dai soldi del contratto, non dovrebbero neanche esserci particolari discussioni su questo aspetto. Se
De Laurentiis e Conte non dovessero raggiungere un’intesa sul Napoli che verrà, tra gentiluomini ci si metterà d’accordo. Ormai ci siamo, l’attesa sta per finire: dovesse in questi due giorni arrivare la festa per la Champions, potrebbe essere già mercoledì il giorno del faccia a faccia. Lo scudetto dello scorso anno, il secondo posto che forse sta per arrivare, l’unica amarezza del trentesimo posto nella fase a gironi della Champions, sono le cifre dei due anni da top di Antonio Conte: cifre lusinghiere, che raccontano una primazia sulle rivali in serie A che i numeri dimostrano ampiamente ma che le stesse rivali, e non solo loro, hanno faticato moltissimo ad accettare.
Per questo Conte non accetta certe critiche che arrivano dai tifosi. Per capire se quelli che soffiano intorno ad Antonio Conte sono venti gelidi o caldi, bisogna solo pazientare. Neppure tanto”






