CT della Nazionale: duello Conte-Mancini
La candidatura di Roberto Mancini per un possibile ritorno sulla panchina della Nazionale continua a dividere il calcio italiano. Secondo Ivan Zazzaroni, il nuovo presidente federale Giovanni Malagò avrebbe individuato nell’ex commissario tecnico il profilo ideale per guidare l’Italia, ma la sua scelta starebbe incontrando la resistenza di alcuni presidenti di Serie A, contrari soprattutto per il modo in cui Mancini lasciò l’incarico nell’estate del 2023.
Per il direttore del Corriere dello Sport, il dibattito non riguarda il valore dell’allenatore, bensì dinamiche di potere. Alcuni dirigenti, infatti, sarebbero pronti a ostacolare il ritorno del tecnico jesino per motivi che nulla avrebbero a che fare con l’interesse della Nazionale. Tra questi viene indicato Giuseppe Marotta, che pubblicamente si è sempre detto estraneo alla vicenda, ma che secondo Zazzaroni avrebbe un ruolo importante nel fronte contrario a Mancini.
L’editorialista sottolinea come molti dei presidenti ostili all’ex ct, se interrogati personalmente, ammettano di stimarlo sia sul piano umano sia su quello professionale. Il vero ostacolo resterebbe il suo addio improvviso alla Nazionale, considerato da alcuni un gesto che non può essere dimenticato. Una posizione che Zazzaroni giudica più dettata dal desiderio di punire il tecnico che dalla volontà di scegliere il candidato migliore per rilanciare il calcio italiano.
Secondo il giornalista, questo atteggiamento rischia anche di limitare l’autonomia del nuovo presidente federale. Dopo essere stato eletto con un consenso molto ampio, Malagò è chiamato a dimostrare di poter prendere decisioni senza subire condizionamenti da parte dei club. In caso contrario, la sua autorevolezza verrebbe inevitabilmente ridimensionata fin dall’inizio del mandato.
Zazzaroni ricorda inoltre che nella storia del calcio italiano non sono mancati episodi in cui le società hanno influenzato le scelte federali, citando il caso di Arrigo Sacchi, imposto sulla panchina della Nazionale durante la presidenza di Silvio Berlusconi al Milan. Un precedente che, secondo il direttore del Corriere dello Sport, non dovrebbe ripetersi.
Nei prossimi giorni Malagò dovrà nominare i vicepresidenti federali e successivamente sciogliere le riserve sul nuovo commissario tecnico. Per Zazzaroni sarà il primo vero banco di prova della sua presidenza: dovrà assumersi la responsabilità della scelta e dimostrare che la FIGC è in grado di decidere in piena autonomia.
Infine, il giornalista respinge anche le obiezioni legate all’aspetto economico. Se la Federazione riterrà Mancini, o un altro allenatore di alto livello come Antonio Conte, il profilo giusto per guidare l’Italia, troverà le risorse necessarie per soddisfarne le richieste. Spetterà poi al tecnico dimostrare il proprio attaccamento alla maglia azzurra. Quanto a Mancini, conclude Zazzaroni, dopo aver chiesto pubblicamente scusa per il modo in cui lasciò la Nazionale, non avrebbe senso pretendere ulteriori gesti di “redenzione”.






