De Bruyne e Lukaku, ipotesi cessione: il punto
Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku potrebbero lasciare il Napoli: ne parla la Gazzetta.
Gazzetta: “C’erano una volta… Le favole vanno scritte, a volte pure rielaborate, e per svelare l’epilogo, bisognerà sfogliare lentamente questi giorni lunghi, caldi e assolati perdendosi dietro ad un pallone nel quale conviene leggere. C’era una volta Romelu Lukaku, 409 reti, trofei adagiati su quell’armadio da un metro e novantuno ch’è lui e però adesso un futuro da decifrare. E c’era una volta anche Kevin De Bruyne, il Calcio (la maiuscola, please ) nella sua versione più fascinosa, il simbolo più elegante della «golden generation» che a 35 anni va decodificato. Il Mondiale (del Belgio) è finito e ciò che resta, adesso, è questa storia in double face in cui bisognerà metterci le mani, perché il Napoli si pone domande e insegue risposte che deve a se stesso, senza paura di sbagliare.
Cosa fare Lukaku ha racchiuso il suo anno in 64’, dentro ci ha infilato un gol, qualche capriccio trasformato in conflitto e poi, fondamentalmente, s’è calato negli States, abbagliati con tre prodezze necessarie per ribellarsi all’usura degli anni: c’è – ci sarebbe – un anno d’ingaggio ad 8,5 milioni da onorare ma c’è pure questo recente vissuto che resta e per dare una sforbiciata al monte-ingaggi, consegnarlo alle lusinghe del Fenerbahce o del Besiktas potrebbe essere una soluzione. De Bruyne ha dovuto fronteggiare il destino, che l’ha falciato praticamente subito: la sua Napoli è compressa in 1360’, abbelliti da 5 reti e 4 assist, infarcita anche da una incompatibilità con Conte, espressa pubblicamente a stagione conclusa.
Cosa farne Ad Allegri, i Fab Four piacerebbero, però dagli Usa, dal Canada e dal Messico si sono allungate ombre su Kdb, rimasto ai margini del proprio talento e comunque fiducioso di ritrovare se stesso. «Ho appena finito l’ultima partita della stagione. È stato un anno duro ma ho dimostrato di potermi riprendere dopo un intervento chirurgico. Fatemi prendere una pausa e poi tornerò». Per parlare con Allegri, confrontarsi, confessarsi e, semmai, capire se questo sia ancora il suo tempo. E se può ancora esserlo per Lukaku, che Max avrebbe voluto in altre epoche, che tendenzialmente gradirebbe, se non ci fossero ragionevoli motivi economici a indurre De Laurentiis e Manna ad interrogarsi ancora e di nuovo dinnanzi alle sollecitazioni che arrivano dall’estero.
I costi Perché il calcio sostenibile, che il Napoli ha sempre espresso, sistema Adl dinnanzi ad un bivio: Lukaku fu un regalo, uno dei primi, per Conte, un affare in controtendenza con la politica societaria, che 30 milioni e un contratto così impegnativo per un 31enne – in quei giorni – non li aveva mai investiti. De Bruyne ha rappresentato, l’estate scorsa, un volteggio nel panorama internazionale, 10 milioni alla firma e biennale da 10 netti per regalarsi un uomo dei sogni. Ma il calcio è impietoso, pure impaziente, e il Napoli deve orientare se stesso e disegnarsi uno scenario, anzi pure un orizzonte, per restare dentro la propria favola tra campionato e Champions: c’erano una volta – De Bruyne e Lukaku – o ci saranno ancora?”






