Si chiude il mercato del Napoli: ecco l’analisi della sessione azzurra
Termina oggi una sessione di mercato che è stata molto poco esaltante per il Napoli, nell’anno del suo centenario. Un mercato magro che era stato spoilerato dal presidente alla presentazione delle maglie del Napoli quando disse: “Prima si vende e poi semmai si conpra”. D’altronde bastava avere contezza dei conti azzurri per capire come i margini di manovra fossero molto ristretti.
Il mercato azzurro: le mosse
Riepiloghiamo cosa è successo: il club azzurro ha acquistato Costantino Favasuli dal Catanzaro e Benoit Badiashile dal Chelsea (arrivato in prestito oneroso con diritto di riscatto). Rispetto al finale della scorsa stagione sono poi rientrati dai prestiti Noa Lang, Lorenzo Lucca, Luca Marianucci e Rafa Marin che faranno parte della squadra di Allegri. Rispetto alla scorsa stagione sono andati via Juan Jesus a parametro zero (si è accasato al Venezia), Elmas (non è stato riscattato e si è trasferito poi all’Atalanta), Lukaku (ceduto a titolo definitivo al Fenerbache), Gutierrez (ceduto a titolo definitivo al Bayer Leverkusen) e Mazzocchi (ceduto al Venezia).
Il cambio principale è stato poi quello in panchina che ha visto l’addio di Antonio Conte per l’arrivo di Massimiliano Allegri.
Come valutare il mercato?
Partiamo da un presupposto: il mercato azzurro non può essere valutato positivamente nel complesso, ma va analizzato nel profondo perché ci sono comunque delle cose da salvare.
Il Napoli aveva l’obiettivo di ridurre la sua età media, ci è riuscito in minima parte. L’anno scorso ai nastri di partenza la squadra azzurra aveva un’età media di 27.63 anni: quest’anno è scesa di pochissimo a 27.56 anni.
Un ricambio troppo timido con soli tre over 30 che hanno lasciato Napoli (Juan Jesus, Pasquale Mazzocchi e Romelu Lukaku), mentre gli altri sono rimasti tutti. Sia per mancanza di offerte, sia per timore del club di sostituirli. La missione dell’abbassamento dell’età media della rosa è stata probabilmente troppo timida con una leggerissima inversione di tendenza rispetto allo scorso anno che però non cambia radicalmente lo status quo.Andando però ad analizzare reparto per reparto vediamo come ne è uscito il club.
Il mercato del Napoli reparto per reparto
In porta nulla è cambiato, in difesa invece ci sono stati diversi movimenti.
La batteria dei terzini è diversa: sono andati via Pasquale Mazzocchi e Miguel Gutierrez ed è arrivato Costantino Favasuli. Il terzino del Catanzaro, sebbene con ancora 0’ in Serie A, è già un calciatore migliore rispetto a Mazzocchi ed è stato bravo il Napoli a prendere un talento interessante ad un prezzo irrisorio. Sulla fascia sinistra però il Napoli è oggettivamente peggiorato: l’anno scorso Conte poteva scegliere tra tre terzini sinistri, quest’anno Allegri ne avrà due e non potrà contare sul giocatore più giovane e di qualità che era Miguel Gutierrez. Una perdita non da poco che consegna ad Allegri una fascia sinistra che sembra molto indietro rispetto a quella delle concorrenti.
Tra i difensori centrali ci sono stati diversi cambiamenti. Al posto Juan Jesus è arrivato Rafa Marin: ad avviso di chi scrive, senza voler mancare di rispetto ad un giocatore che ha scritto pagine di storia come Juan Jesus, si tratta di un miglioramento. Lo spagnolo lo scorso anno ha fatto bene al Villareal, arrivato terzo in Liga. Forse non è all’altezza per fare il titolare inamovibile nel Napoli, ma dà più garanzie del brasiliano. Allegri avrà a disposizione (da ottobre) anche Luca Marianucci, che nel precampionato aveva fatto vedere cose interessanti. Sicuramente meglio una soluzione in più che una soluzione in meno. Al posto di Buongiorno (almeno fino a gennaio) ci sarà Benoit Badiashile, arrivato dal Chelsea. Il difensore francese, se assistito dalla salute, è un giocatore dal sicuro valore perché di certo non si arriva per caso a fare alcune presenze nella nazionale francese e ad essere acquistati da un top club come il Chelsea. Buongiorno lo scorso anno è stato il peggior centrale per rendimento e se Badiashile fisicamente dovesse reggere è improbabile faccia peggio. Per cui il blocco dei centrali quantomeno non è peggiorato, ma è forse addirittura leggermente migliorato.
A centrocampo è cambiato poco: sarebbe servito un vice Anguissa puro, ma resta comunque un reparto di valore, seppur avanti con l’età. Il tema nel centrocampo è numerico. Vergara non è una mezz’ala pura, Allegri lo sta provando in quella posizione, ma non è la sua zolla di campo ideale. Considerando l’età di Anguissa e De Bruyne (e le loro noie fisiche) un centrocampista sarebbe tornato utile. Ah, e si spera che i problemi di McTominay siano stati resi noti da poco e non da fine luglio come più di qualcuno ha detto: sarebbe altrimenti una scelta incomprensibile e poco giustificabile quella di non aver comprato un centrocampista, anche in prestito.
In attacco ci sono stati cambiamenti: sono andati via Elmas e Lukaku e sono tornati Lang e Lucca. Ad avviso di chi scrive questi due rientri sono entrambi dei miglioramenti (leggeri chiaramente) rispetto ai predecessori. Lucca è stato sicuramente strapagato e senz’altro ha fatto diversi errori nell’approcciarsi ad una piazza come Napoli: è anche vero però che non ha affatto aiutato essere scaricato dopo poche settimane da un allenatore che ti ha voluto a tutti i costi. Allegri già nelle prime due partite è riuscito a renderlo utile ed infatti Lucca è subentrato positivamente sia a Genova (propiziando il gol del 2-0 di Vergara) sia contro il Como (dove ha servito una bella palla a Santos ed è stato vicino a far segnare a Lobotka il gol del 2-2). Rispetto a Lukaku della scorsa stagione (che non c’è praticamente mai stato) un Lucca con una testa diversa può aiutare di più rispetto al belga.
Elmas è stato encomiabile per quanto dato alla causa, è stata apprezzabilissima la sua duttilità tattica e fisica per la causa quando lo scorso anno La Rosa azzurra era ridotta ai minimi termini. Ma va anche detto che il suo apporto realizzativo è stato scarso. Lang, seppur a tratti, ha dimostrato di avere buone potenzialità: non si arriva alla Nazionale olandese ed a segnare diversi gol in Champions a caso. Anche lui è un calciatore che può essere rilanciato ed arrivano segnali postivi dalle prime due uscite stagionali.
Considerazioni finali sul mercato del Napoli
Allegri eredita quindi una rosa non dissimile da quella dello scorso anno: migliorata in attacco, ma peggiorata sulla fascia sinistra e corta a centrocampo. Il problema azzurro è che se lo scorso anno il Napoli era la terza rosa per valore di mercato ai nastri di partenza, quest’anno Allegri allena la settima rosa per valore di mercato ai nastri di partenza. Questo perché le rivali, chi più chi meno, si sono rinforzate in sede di mercato. E mentre lo scorso anno solamente Como, Juventus e Napoli erano in continuità tecnica rispetto alla stagione precedente, quest’anno tra le prime 7 solamente Napoli, Atalanta e Milan hanno cambiato guida tecnica. Le altre 4 rivali sono tutte in continuità tecnica e non può essere un fattore da non considerare.
I valori di mercato non sono la Bibbia, ci mancherebbe, ma fotografano un quadro abbastanza oggettivo per il futuro. Allegri sarà chiamato a portare il Napoli in Champions, ma il compito sarà arduo. Il paragone con la scorsa stagione non può esistere: le premesse sono completamente diverse. Bisognerà cercare di essere vicini al mister ed alla squadra che sono chiamati da una sfida importante e difficile.






