Si è conclusa Sassuolo-Napoli, partita valevole per la prima giornata della Serie A 2024-2025. Gli azzurri hanno trionfato per 0-2 con le reti di McTominay e De Bruyne.
Sassuolo-Napoli, i voti del match
Di seguito i voti della partita del Mapei Stadium.
Napoli
Meret: 6. Partita di ordinaria amministrazione per il portiere azzurro, che ricomincia sulla falsariga del trionfo dello scorso anno.
Di Lorenzo: 6. Partita di controllo del Capitano, bravo a non farsi beffare dalle insidie del funambolico Laurientè.
Rrahmani: 6,5. In un inedito Napoli più avvezzo al predominio, si dimostra primo regista affidabile. Ottimo in chiusura su Fadera.
Jesus: 6,5. In un modo o nell’altro si ritrova lì a guidare la difesa del Napoli. Quattro anni di onorato servizio, per un centrale di tutto rispetto capace di riscattarsi nel sio periodo in azzurro.
Olivera: 6,5. Gutierrez stia in guardia: il gringo è difficile da spodestare. Perché è ormai un anno che alla grinta unisce sagacia e notevole problem solving. (Dall’89’ Spinazzola: SV).
Lobotka: 6,5. Il 4-1-4-1 asimmetrico di Conte ricorda vagamente i dettami di Spallettiana memoria e, proprio come nella marcia trionfale del 2023, lo slovacco sembra particolarmente a suo agio. (Dall’81’ Gilmour: SV).
Politano: 7. Sulle spalle una responsabilità non indifferente: è l’unico esterno di ruolo della sua squadra. Lo cercano, lo trovano e non restano mai deluso, perché oltre ad un’encomiabile abnegazione l’ex Inter dimostra – ancora una volta – una cifra tecnica degna delle ambizioni del Napoli. Palla al suo numero 8 ed è subito déjà vu. (Dal 76’ Neres: 6).
Anguissa: 7. Un iniziale periodo di stallo, un addio a tratti palpabile, poi l’incognita. Come se ad un giocatore del genere bisognasse trovare un posto. Perdonali, Frank.
De Bruyne: 6,5. C’era pressione per un esordio assoluto inizialmente claudicante. Poi la gran palla per Rrahmani e la crescita costante, culminata nel calcio velenoso verso la porta che chiude i giochi. Delizioso.
McTominay: 7,5. In un malinconico pomeriggio di fine estate, il pubblico aspetta nuovi idoli. Tra tanti idoli, però, spicca l’icona. Chioma bionda, intatta al famelico impatto col pallone. Sorriso smagliante, pubblico in visibilio: siamo alle solite, Scott. (Dall’89’ Vergara: SV).
Lucca: 5. Al primo appuntamento in maglia azzurra si fa prendere dalla brama di grandezza e finisce per dimostrarsi poco lucido sotto porta. Comprensibile per una prima volta così importante. (Dall’81’ Lang: SV).
Conte: 7,5. Era chiaro a tutti fuorché ai suoi beceri detrattori: un certo tipo di calcio senza un certo tasso tecnico in campo. Si diverte meritatamente dopo il miracolo dello scorso anno il mister campione d’Italia, schierando 4 centrocampisti col chiaro intento di dominare il gioco e lanciando un segnale netto al campionato.
Sassuolo
Turati: 5,5. Qualche mese fa usciva a vuoto e regalava al Napoli l’aggancio-Scudetto, quest’anno legge ancora una volta male un pallone nella sua area, concedendo a De Bruyne la sua prima gioia in azzurro. Limitato.
Walukiewicz: 5,5. Tenere il passo di tanti giocatori fuori dal comune è complicato. L’arcigno polacco ex Torino, però, sembra parecchio indietro con la condizione.
Romagna: 5,5. Il suo calvario ha commosso tutti e rivederlo in campo è davvero un piacere, ma ha da recuperare per intero la tenuta del campo. Un sentito in bocca al lupo.
Muharemovic: 5. Un paio di interventi tambureggianti lasciano presagire un esordio da incorniciare. Poi però lascia McTominay liberissimo di incornare. Acerbo.
Doig: 6. Mostra personalità in una discesa che impegna l’estremo difensore azzurro, tutto sommato positivo il suo ritorno in Serie A. (Dall’81’ Candé: SV).
Konè: 5,5. L’incosciente gioventù emiliana sta tutta nella sua partita. La frenesia d’un esordio d’autore che si tramuta in un cartellino rosso pesantissimo per le sorti d’una gara già compromessa rovina la prima apparizione perdipiù incoraggiante del centrocampista ex Marsiglia.
Lipani: 5,5. Difficile chiedere di più al giovane centrocampista neroverde, trovatosi dinanzi a quattro colleghi di livello mondiale e incapace di prendere le misure. (Dal 72’ Fadera: 6).
Boloca: 5,5. Si era già presentato alla Serie A con ordine e affidabilità un paio d’anni fa. Oggi in perenne affanno con una linea incapace di seguire coerentemente dei tempi di pressione.
Berardi: 5,5. L’ala dal mancino al fulmicotone idolo dei fantallenatori sembra essersi eclissata all’ombra dei problemi fisici e di un’etichetta da eterno incompiuto che sembra calzargli a pennello. (Dall’89’ Pierini: SV).
Pinamonti: 5. Continua la ricerca di se stesso: è lo stesso giocatore da ormai cinque anni, incapace di lavorare sui soliti errori di presa e impatto sulla gara. (Dall’89’ Moro: SV).
Laurientè: 6. Cerca lo spunto senza troppa convinzione, pressoché opaco ma lodevole nel suo duello contro uno dei terzini più forti del campionato. Chissà cosa gli riserverà il futuro. (Dall’81’ Ghion: SV).
Grosso: 5. Allenatore di categoria incapace di reggere il salto? Una rondine non fa primavera, ma i precedenti horror e questa preoccupante prestazione di una squadra perennemente fuori tempo non lascia ben sperare.






