È un Napoli diverso quello che vince, e convince, nella prima uscita stagionale a Reggio Emilia, 0-2 sul Sassuolo di Gilardino, che non ha mai avuto l’effettiva possibilità di entrare nel match. Diversi gli spunti nonostante si stia parlando solamente dei primi 90 minuti stagionali, dalla prestazione dei singoli a centrocampo, alla leadership di Rrahmani, passando per un sistema stravolto per quanto riguarda la posizione in campo della punta centrale.
Il Napoli asimmetrico
I maggiori dubbi questa estate riguardo la squadra di Conte erano rivolti all’assenza di un esterno che potesse far rifiatare Politano a destra, l’arrivo di Noa Lang non sposta in questi termini, ma una risposta, seppur parziale visto il calciomercato ancora aperto, ci è stata fornita ieri durante Sassuolo-Napoli, ed è l’asimmetria del nuovo Napoli. Se a destra Politano, ed il subentrato Neres (che a destra si trova meglio che a sinistra) hanno creato ampiezza e sfruttato la profondità alle spalle del terzino avversario, a sinistra è stato fatto l’esatto opposto. McTominay è infatti partito largo, ma di fatto non ha mai calcato quelle zolle di campo, in cui invece era impegnato Olivera, lo scozzese viene incontro, crea densità ma soprattutto aggiunge fisicità al fianco della punta (come nell’occasione del vantaggio), il tutto aiutando il terzino sinistro, che grazie al numero 8, può andare in 1vs1 senza mai essere raddoppiato, e chissà che questa non sia un’anteprima di quello che vedremo con Gutierrez in campo, che rispetto ad Olivera, ha caratteristiche spiccatamente offensive, adatte a convivere con la presenza e fisicità di McTominay al suo fianco.
McTominay:
Politano:

La leadership di Rrahmani
Non è una novità quando un giocatore come Rrahmani prende in mano le redini dell’impostazione palla al piede, ma è sempre un piacere potersi affidare ad un giocatore così esperto e abile nel girare il possesso. L’ex Verona è il giocatore che tocca più palloni durante i 90’ (100), molto spesso alzandosi in fase di possesso e deresponsabilizzando Lobotka, che di palloni ne tocca 71, tentando 69 passaggi, con il centrale azzurro che ne tenta 86, fornendo anche 1 passaggio chiave, a sottolineare la partita in impostazione eccellente, ed un trend che lo vede leader palla al piede destinato a continuare durante tutta la stagione.
La posizione della punta centrale
Lo scorso anno con Lukaku titolare in pianta stabile, il Napoli proponeva un alleggerimento della trequarti, con Anguissa e McTominay che attaccano lo spazio, per favorire il belga a venire incontro e fare da perno.
Lukaku 24/25:

Nel primo match stagionale abbiamo visto per la prima volta con Conte qualcosa di diverso in fase di sviluppo, la punta non viene incontro, soprattutto nel primo tempo l’allenatore del Napoli richiama a più riprese Lucca: “Vai dentro, riempi l’area”. Una novità assoluta, che sicuramente deriva dall’infortunio di Lukaku, e dalla sua assenza, almeno nella prima metà di stagione. Ma questa scelta potrebbe essere anche un indizio per il nuovo innesto offensivo, Hojlund infatti, calciatore sempre più vicino al Napoli, non è per caratteristiche un perno, ma anzi, grazie al suo strapotere fisico e atletismo può allungare la squadra con la profondità alle spalle dei centrali, in pratica, essere quello che è stato il primo Lukaku di Conte a Milano, progressione e potenza, lasciando la trequarti alla densità del centrocampo.
Lukaku 19/20:

La partita di De Bruyne

Esordio con gol, vittoria, e qualche giocata degna del nome che porta per Kevin De Bruyne, che parte nei due di centrocampo ma spesso si scambia con Anguissa, in particolare con l’ingresso di Neres, per chiudere le triangolazioni con il brasiliano. La sua è una buona partita, molto bene a livello fisico, con qualche scatto difensivo che non ha lasciato indifferente Antonio Conte. La qualità può e deve alzarsi, ma il primo ad esserne consapevole è proprio lui, i margini di miglioramento sono enormi, e questa può essere solo una buona notizia per il nuovo Napoli.





