Napoli e Pisa si affrontano questa sera allo stadio Maradona in una sfida che può rappresentare un passaggio importante per la classifica e per il percorso degli uomini di Antonio Conte. Vincendo, gli azzurri balzerebbero in testa da soli con due punti di vantaggio sulle dirette inseguitrici, un segnale non banale in un avvio di stagione così intenso.
Il solito pragmatismo di Conte lascia aperte diverse letture tattiche: il Napoli si muove ormai con naturalezza tra il 4-1-4-1, il 4-3-3 e il 4-2-3-1, con varianti ibride che testimoniano la capacità del tecnico di modellare la squadra a seconda dei momenti della partita. Non mancheranno le novità: in particolare, occhi puntati su Lucca, Neres e lo stesso Noa Lang, che si sta avvicinando sempre di più a una condizione ottimale per poter incidere anche in campionato. Lucca è leggermente favorito per guidare l’attacco, ma attenzione alla concorrenza: la punta danese, rientrata dalla trasferta di Manchester con grande carica, ha impressionato durante la settimana per intensità e applicazione.
Il piano gara appare chiaro: il Napoli cercherà da subito un assalto deciso per indirizzare il match. A differenza della trasferta inglese, in questa occasione non ci sarà bisogno di affidarsi a rinvii lunghi per spezzare la pressione: la partita sarà condotta dagli azzurri, che dovranno imporre ritmo e qualità sin dai primi minuti. Da monitorare la situazione di Alex Meret, che torna tra i pali dopo la parentesi europea, e soprattutto il ballottaggio a sinistra tra Spinazzola e Olivera. Non si tratta questa volta di una scelta legata al piano gara, ma più alla gestione delle energie: il dubbio è se far rifiatare l’ex Roma dopo le ultime prestazioni ad alto minutaggio.
Molto interessanti saranno i profili offensivi come Lang o Neres, capaci di dare imprevedibilità e strappi nell’uno contro uno, qualità che potrebbero risultare decisive per aprire la difesa del Pisa. La loro capacità di ricevere tra le linee, puntare l’uomo e attaccare l’area garantisce a Conte armi diverse rispetto alle classiche combinazioni sugli esterni.
Insomma, al Maradona si attende un Napoli pronto a confermare la solidità costruita già a Dimaro e a mettere un altro mattone nel cammino di Conte. Il Pisa, squadra organizzata e capace di concedere poco, cercherà di reggere l’urto, ma la sensazione è che il Napoli voglia chiudere la pratica il prima possibile, sfruttando intensità, qualità e profondità della propria rosa.
Il Pisa alla prova del Maradona: come gioca la squadra di Gilardino
Il Pisa di Alberto Gilardino arriva alla sfida del Maradona con un solo punto raccolto in tre giornate: pareggio inaugurale contro l’Atalanta, seguito dalle sconfitte con Roma e Udinese. Nonostante il bottino ridotto, contro Atalanta e Roma la squadra, pur soffrendo possesso palla e occasioni da gol, ha comunque saputo rendersi pericolosa in alcune transizioni offensive, soprattutto nella prima parte di gara contro i giallorossi. Con l’Udinese, invece, il confronto è stato più equilibrato anche nella gestione della palla, ma a condizionare l’esito sono stati limiti in fase realizzativa e qualche ingenuità difensiva.
Struttura tattica
Modulo di base – Gilardino predilige il 3-4-2-1 o 3-4-1-2 e il 3-5-2, sistemi che garantiscono densità centrale e copertura preventiva, con esterni pronti a sostenere sia la fase difensiva sia le ripartenze.
Fase di possesso – La costruzione dal basso viene utilizzata di rado: si preferisce la verticalità immediata, con il portiere Semper che ricerca spesso Touré sulla destra (il tedesco però oggi non ci sarà al Maradona), sfruttandone la fisicità, oppure una delle punte centrali (Meister/Nzola) o la seconda punta Moreo. Lo sviluppo si fonda quindi sulle seconde palle e sugli inserimenti dei centrocampisti, con Tramoni indicato a dare qualità tra le linee, mentre l’ampiezza serve più ad allungare l’avversario che a consolidare il possesso. Sulle corsie esterne Angori a sinistra e Touré (che oggi non ci sarà al Maradona) a destra offrono gamba e fisicità, rappresentando sbocchi importanti sia nella progressione palla al piede sia nei duelli aerei.
Fase di non possesso – La linea difensiva si abbassa fino a formare un 5-3-2 o un 5-4-1. In mezzo agiscono giocatori di corsa e aggressività come Aebischer, Marin e Akinsanmiro, capaci di pressare e schermare le linee di passaggio. Nella difesa a cinque i braccetti sono spesso portati a rompere la linea per uscire in pressione sull’uomo in zona: una scelta che garantisce aggressività ma che può aprire corridoi centrali alle spalle. Per il Napoli questa potrà essere una chiave di lettura importante: indurre tali uscite per poi trovare la prima punta nello spazio creato potrebbe rivelarsi un’arma efficace. Il pressing resta selettivo, mentre il baricentro rimane prevalentemente basso e attendista lasciando il possesso all’avversario.
Fisicità diffusa – Canestrelli, Bonfanti, Denoon, Lusardi e Albiol garantiscono impatto nei duelli difensivi; Touré (al Maradona il suo sostituto) e Angori sulle corsie uniscono corsa e centimetri; Moreo, Meister e Nzola rappresentano riferimenti solidi in avanti. Una caratteristica che rende la squadra di Gilardino un avversario fisico e di grande impatto nei contrasti e nei duelli individuali, aspetto sul quale il Napoli dovrà prepararsi.
Pisa, nuove mosse per sorprendere il Napoli – Il tecnico del Pisa, Alberto Gilardino, ha annunciato che contro il Napoli ci saranno alcune novità sia sul piano tattico che negli interpreti. Possibile il passaggio al 3-5-2, con Tramoni nel ruolo di mezzala a vocazione più offensiva e la coppia d’attacco formata da Meister e Nzola. In difesa potrebbe trovare spazio Bonfanti, mentre resta da valutare l’impiego di Leris. Per il Napoli sarà una sfida da affrontare con la massima concentrazione: da un lato perché arriva immediatamente dopo l’impegno di Champions, dall’altro perché il Pisa ha già dimostrato di saper reggere il confronto (per alcuni tratti di gara) con avversarie importanti come Atalanta e Roma. Gli azzurri avranno il pallino del gioco, ma dovranno fare i conti con una squadra compatta ed equilibrata nei reparti: serviranno quindi le giocate giuste per indirizzare la gara sui binari desiderati.






