Alla seconda sosta nazionale della stagione il Napoli ci arriva da primo in classifica, dopo il passo falso di San Siro, la doppia vittoria tra Sporting e Genoa riporta il sorriso ma soprattutto punti, che danno morale in due settimane in cui il lavoro da fare sarà importante, sia da un punto di vista dei recuperi fisici, e sia da quello di un organizzazione tattica che sta sempre di più cambiando rispetto all’inizio della stagione.
433 bocciato nel primo tempo: i motivi
Il Napoli cambia, dal primo minuto infatti è out De Bruyne per dare minuti a Neres, che parte a sinistra, in un vero e proprio 433, come quello che aveva chiuso Napoli-Sporting (con interpreti diversi). Ma perché allora un modulo così verticale non ha funzionato, e anzi, ha concesso diverse seconde palle al Genoa, che sfruttando un’eccellente aggressività, si è portato in vantaggio. Ci sono due aspetti da considerare, il primo riguarda la forma fisica e la brillantezza degli interpreti, è chiaro come McTominay si trovi in un momento difficile, e la sua presenza in mezzo al campo oggi non rappresenta un valore aggiunto per il Napoli, così come la posizione di Neres, che a più riprese ha mostrato come è tanto efficace a destra quanto inefficace a sinistra. Il secondo aspetto, quello tattico, riguarda la verticalità e la prevedibilità del Napoli: il 433 è un modulo che serve a dare ampiezza ma senza rinunciare alla profondità, il problema nasce quando il centrocampo non riempie la zona centrale facendo filtro, ma ci gira intorno.
McTominay:
Anguissa:
Lobotka:
Queste tre immagini sono a dimostrazione di come la zona centrale alle spalle di Hojlund non è coperta da nessun centrocampista, in questo modo per il Genoa è stato facile riempire la trequarti difensiva e costringere il Napoli a girare sulle fasce, dove puntualmente arrivano i raddoppi, proprio per l’estrema prevedibilità della giocata. Il 433 ha bisogno di filtro in mezzo al campo, se non ci sono giocatori ad attirare al centro gli avversari (per liberare poi le fasce) il modulo perde ogni arma a sua disposizione.
De Bruyne e Gilmour: come cambia il centrocampo
Con l’infortunio di Lobotka e quello di Politano, il Napoli cambia, dentro al 44’ Gilmour, ed al 50’ De Bruyne, si passa così al centrocampo a quattro, questa volta però, così come in parte mercoledì con lo Sporting, De Bruyne non va a fare il secondo play, ma il trequartista alle spalle di Hojlund in zona centrale, il filtro, per l’appunto, di cui parlavamo in precedenza.
De Bruyne:
Non può essere un caso se le due migliori prestazioni del belga sono arrivate in questa posizione, il ruolo da secondo play è una soluzione che non è da scartare, in termini tattici può aiutare nel girare palla con un pressing elevato avversario, ma offensivamente la posizione centrale aiuta tutti, in particolare Hojlund, che con De Bruyne alle spalle può attaccare la profondità ed esaltare le sue caratteristiche. Sono 6 passaggi chiave negli ultimi 121 minuti, a differenza dei 10 passaggi chiave, tra Sassuolo e Milan (5 match giocati).
Per quanto riguarda Gilmour, il suo ingresso non ha stravolto, al contrario di De Bruyne, il piano tattico, infatti lo scozzese ha coperto pressoché le stesse zolle di campo di Lobotka, con una differenza che ha spostato tanto. Il Napoli sin dall’inizio ha fatto capire che avrebbe impostato la partita sul lungo, a partire da Milinkovic-Savic, Gilmour ha dato quella soluzione che Lobotka non ha nelle sue corde. Lo slovacco è fenomenale in quello che fa, ma è un giocatore da corto, da dai e vai, un po’ come lo era Jorginho, e in un match in cui il centrocampo non ha fatto filtro, come nel primo tempo, quella soluzione non poteva funzionare. Gilmour si porta a 5 lanci lunghi tentati e 4 riusciti (Lobotka fermo a 1), innescando più volte Spinazzola e saltando la prima pressione del Genoa, che ha giocato così alto da dare fastidio alle linee di passaggio del Napoli, ma di conseguenza esponendosi ai lanci alle spalle della difesa.
La gestione dei cambi
Non è la prima volta che si affronta questo discorso, a Milano Conte paga la gestione adottata contro il Pisa, che lo costringe a prendere scelte forti in difesa per il match di San Siro. Quell’episodio a quanto pare non ha condizionato l’allenatore, che ancora una volta, mette in campo una formazione che, prestazioni alla mano, era scarica e pesante. Su tutti i due infortunati, Lobotka e Politano infatti giocano un pessimo primo tempo, fino a farsi male ed uscire per affaticamento, la questione è questa, il Napoli ha finalmente una panchina di livello e diverse soluzioni, perché non sfruttarle?
Il secondo tempo ci dimostra come la presenza di Politano e Lobotka nelle loro condizioni era solamente un malus per il Napoli, con Gilmour, Spinazzola e Neres spostato a destra non c’è stata partita, ma un vero e proprio dominio dei padroni di casa, a dimostrazione che quest’anno, non esistono inamovibili, e che tutti, messi nelle giuste condizioni, meritano una chance, ed è l’unica strada se si vuole arrivare fino alla fine senza rimpianti.










