Manca poco a Manchester City – Napoli, la partita che segnerà il ritorno degli azzurri in Champions League. Una sfida affascinante sotto ogni aspetto, ma soprattutto dal punto di vista tecnico e tattico, con Antonio Conte che incrocerà Pep Guardiola, un allenatore che lo ha ispirato particolarmente nell’ultimo periodo.
Non a caso, durante il suo anno sabbatico, Conte ha trovato proprio nel Manchester City di Guardiola una preziosa fonte di aggiornamento e studio. Sarà dunque un confronto da gustare sotto il profilo delle due fasi di gioco. In chiave Napoli, molto dipenderà dalla qualità e dalla precisione della costruzione contro il pressing degli inglesi.
Le occasioni per fare male ci saranno, ma serviranno giocate pulite, precise e veloci, accettando anche qualche rischio per trarne vantaggio.
Dal 4-1-4-1 al 4-1-2-3: i meccanismi della pressione alta dei Citizens
In fase di primo pressing sulla costruzione avversaria, il City si dispone generalmente con un 4-1-4-1 o un 4-1-2-3. La punta centrale (Haaland) è incaricata di schermare la prima linea di passaggio tra portiere e difensori centrali. Sugli esterni, le soluzioni principali sono Doku a sinistra (Marmoush infortunato) e Bobb, Foden o Silva (vs Manchester United) a destra: questi calciatori tendono a stringere verso il centro, lasciando temporaneamente più libere le corsie laterali. Le due mezzali (Reijnders e Foden vs Man.Utd) vanno invece in pressione sui costruttori bassi, mentre il play (Rodri) più arretrato segue l’uomo che prova a piazzarsi tra le linee.
Si crea così una prima linea di pressione molto compatta centralmente. L’uscita alta in pressione sui riceventi laterali è affidata ai terzini o, in alternativa, a una delle due mezzali. Il pressing del Manchester City è spesso estremamente intenso, con il coinvolgimento di tutti gli effettivi fin dalla prima linea guidata da Haaland. Molto intensa l’attività di pressing di Bernardo Silva. Questa tenace pressione porta di frequente l’avversario a commettere errori nella costruzione o consente ai Citizens di recuperare il pallone in zone molto pericolose del campo.
Si tratta di un pressing orientato principalmente sulla palla, con i reparti che si muovono in funzione dello sviluppo dell’azione. Per questo capita di frequente che l’avversario inizi la costruzione da un lato e poi sviluppi sul lato opposto, trovando sempre un uomo libero in ampiezza, visto che il terzino di base, seguendo il reparto, tende a stringere verso il centro.
Guardiola e l’arte della costruzione: rischi e geometrie del Manchester City
Il Manchester City di Guardiola ha costruito negli anni una propria identità riconoscibile, fondata sulla gestione del possesso e sulla costruzione dal basso. L’idea di base è sempre la stessa: indurre alla pressione alta quanti più avversari possibili nella loro metà campo, per poi giocare di ripartenza.
Il portiere è costantemente coinvolto nell’avvio dell’azione: dialoga con i due centrali, che si allargano ai lati dell’area di rigore, oppure con i centrocampisti che si abbassano per creare superiorità numerica e attirare il pressing avversario (scelta maggiormente richiesta da Guardiola). In questo movimento possono partecipare il play basso, le mezzali, o talvolta un terzino che entra dentro il campo mentre l’esterno resta largo, e viceversa.

Il City insiste nel proporre giocate audaci anche nella propria area, con il rischio concreto di perdere palloni in zone delicate, come già accaduto in passato (si pensi al gol incassato contro il Tottenham). Non solo costruzione bassa: i ragazzi di Guardiola ricercano spesso la giocata diretta su Haaland, soprattutto quando l’avversario è in fase di risalita con i reparti.
In zona offensiva il Manchester City può contare su individualità di assoluto livello. In primis Haaland, un centravanti completo che unisce fisicità, potenza e velocità. Sulla corsia sinistra spicca l’impressionante rapidità di Doku, mentre Foden garantisce qualità tra le linee o partendo da destra. A supporto non mancano gli inserimenti offensivi di Reijnders e le geometrie raffinate di Bernardo Silva, capaci di dare equilibrio e imprevedibilità alla manovra.
Le possibili soluzioni in costruzione per il Napoli
Per il Napoli sarà fondamentale attrarre il pressing da un lato e poi ribaltare rapidamente il gioco sull’altro per andare all’attacco dell’area. Questa manovra potrà nascere sia da situazioni di gioco elaborate che dirette, oppure da altre circostanze, come rimesse laterali o punizioni battute nei pressi della linea laterale.
Il City porta sempre tanti uomini in zona palla, lasciando l’ampiezza libera dall’altro lato. Avere un calciatore come De Bruyne più basso in costruzione potrebbe agevolare l’uscita, poiché il belga ha la qualità e la visione necessarie per sventagliare con precisione sul lato opposto. Sarà fondamentale sfruttare i posizionamenti interni, in particolare quelli di Di Lorenzo a destra per liberare l’ampiezza per Politano, mentre anche Beukema e Buongiorno potranno rivelarsi utili in fase di costruzione.

L’obiettivo principale sarà generare costanti alternative di gioco e manipolare la struttura difensiva avversaria, attirandola in aree prestabilite per poi colpire negli spazi liberati alle spalle della prima linea di pressione. Costruzione e ovviamente giocate dirette sfruttando Milinkovic. Altro aspetto cruciale sarà l’attacco alla linea difensiva alta del City, che spesso si posiziona sulla linea di centrocampo. In questo contesto Højlund può diventare l’uomo chiave, e lo si è visto già contro la Fiorentina: il danese, grazie alla sua capacità di attaccare la profondità con velocità e potenza, rappresenta un’arma preziosa per colpire gli spazi lasciati alle spalle.
Fondamentali però saranno il tempismo e la precisione tra chi effettua il passaggio e chi attacca, per non cadere nella trappola del fuorigioco. Un’ulteriore soluzione in fase di costruzione potrebbe essere la verticalizzazione immediata quando il pallone arriva sulle corsie laterali. Come già evidenziato, il City porta terzini o mezzali in pressione sugli esterni avversari: si potrebbe sfruttare questa situazione anticipando la giocata con dei lanci diretti (le cosiddette pallate), con Politano dalla destra e Spinazzola eventualmente dalla sinistra.
Manchester City-Napoli, capitolo formazione
In ottica formazione, Antonio Conte non dovrebbe apportare grandi variazioni rispetto alla gara del Franchi. Conferme attese per Milinkovic-Savic tra i pali – il suo rinvio lungo e potente resta un’arma utile per superare la pressione avversaria – e per Højlund al centro dell’attacco.
L’unico vero dubbio riguarda la corsia sinistra, con ballottaggio aperto tra Spinazzola e Olivera: molto dipenderà dal piano gara scelto. Per sfruttare al meglio i meccanismi già descritti – attrarre la pressione su un lato per poi sviluppare sull’altro, puntando sull’uomo in ampiezza – servirebbe un esterno offensivo puro anche a sinistra. Un profilo alla Lang o eventualmente alla Neres, capace di ricevere palla, puntare l’uomo e attaccare l’area con decisione.

Ma contro un avversario di questo livello sarà necessario preservare equilibrio, ed è per questo che tale soluzione non appare praticabile. In quest’ottica, l’opzione Olivera assumerebbe maggiore senso: l’uruguaiano può infatti stringere la posizione liberando l’ampiezza al compagno. Resta però valida anche la candidatura di Spinazzola, che potrebbe rivelarsi la scelta ideale qualora si decidesse di puntare con convinzione sull’immediato superamento della pressione: schierato a sinistra, con il piede destro, garantirebbe quelle giocate utili a replicare ciò che già avviene sul lato opposto con Politano.
E la sintonia con Hojlund si è già notata sabato sera. Un ballottaggio aperto, dunque, anche se non è da escludere che Olivera possa comunque trovare spazio dal primo minuto.
Fase di non possesso: come difendere contro il City
In ottica Napoli, ipotizzando la continuità con i quattro centrocampisti, la prima pressione sarà cruciale. Un centrocampista (De Bruyne) e un attaccante (Højlund) avranno il compito di schermare le prime linee di passaggio, mentre Lobotka e Anguissa dovranno orientarsi sui due play che si abbasseranno.

Il lavoro di pressione in fase centrale sarà estremamente importante per evitare i rifornimenti verso i calciatori disposti tra le linee. Fondamentale come sempre sarà l’apporto di Politano, che dovrà seguire il terzino sinistro avversario in ogni zona di campo. Da valutare se Mc Tominay andrà a schermare il terzino destro o si piazzerà su una mezzala a uomo, come spesso accade.
In difesa Buongiorno dovrà vedersela con Haaland, mentre Doku sarà seguito da Di Lorenzo. Questa potrebbe essere la disposizione del Napoli in non possesso, che varierà naturalmente nelle fasi di difesa posizionale, mantenendo comunque l’idea collettiva di portare una pressione alta, con marcature preventive e il coraggio di difendere attaccando anche nella metà campo avversaria.
Quando possibile, ovviamente, poiché se il City riesce a superare la prima linea di pressione può diventare letale nelle ripartenze, in particolare con esterni brevilinei e veloci come Doku e Foden e con lo stesso Haaland.






