Cosa succede nel Triangolo delle Bermuda? Esistono gli alieni? Billy Gilmour gioca davvero nel Napoli o si è trattato del più eclatante caso di allucinazione collettiva mai documentato? No, perché a questo punto il dubbio sorge: è tipo una proiezione dei tifosi azzurri che desideravano ardentemente vedere una verticalizzazione.
Che fine ha fatto Gilmour?
Ora, togliendo gli scherzi (mica tanto) da mezzo, credo sia lecito porsi più di qualche domanda sulla gestione dell’altro scozzese. Durante Napoli-Lazio, tra uno sbuffo e una risata isterica per ciò a cui stavo assistendo, affiorava a ogni passaggio nel vuoto di Lobotka la stessa domanda: ma davvero il buon Billy non è in condizione di sostituire uno Stani che da un po’ gioca munito di espadrillas e non di scarpette da calcio?
Cioè, perché dal ritorno nei ranghi dello slovacco l’ex Brighton non ha più visto il campo, nonostante le buone prestazioni contro Torino, Lecce e Cagliari? Passare il pallone in verticale è considerata lesa maestà?
La domanda ovviamente andrebbe posta direttamente a Conte, un Conte che purtroppo sembra piuttosto inchiodato ai suoi uomini e alle sue convinzioni. Ma, secondo l’umile opinione di chi vi scrive, un nome e l’aura di gratitudine che lo circondano non dovrebbero mai impedire di esprimersi a chi in questo momento è palesemente più in condizione fisica e mentale.
Non credo sia un segreto che Lobotka sia arrivato alla fine della sua avventura ai piedi del vulcano: è fisiologico. Ha vinto con la nostra maglia, ha fornito prestazioni enormi fatte di interdizione, letture, strappi e ritmo che solo lui è capace di dare, e il suo nome è già nella leggenda azzurra. Ciò, tuttavia, non toglie che sia fuori fase, e i banalissimi palloni persi oggi ne sono la controprova: uno ci stava costando carissimo.
Proprio in virtù di un calo assolutamente fisiologico e magari di una mancanza di motivazioni, non sarebbe meglio far giocare chi ha voglia di dimostrare? Chi è stato comunque pagato 15 milioni dalla società e che rappresenta un asset da tutelare?
La gestione della rosa
La gestione della rosa di quest’anno, da parte del salentino, è stata piuttosto rivedibile, ma continuare a perseverare ad aprile inoltrato non è diabolico: è un atto di terrorismo verso i tifosi. Gli unici Fab Four che sono mai esistiti sono i Beatles, stop. Il resto è un esperimento fallito e i quattro di centrocampo semplicemente non possono coesistere, soprattutto in queste condizioni. Alle volte non servono nomi leggendari per fare buona musica, soprattutto se non c’è palesemente alchimia.
Alle volte basta un ragazzo un po’ timidino, capace di verticalizzazioni spacca-campo. Poi, oh, rimanendo in ambito musicale, Billy condivide il cognome con David, leggendario chitarrista dei Pink Floyd. Magari va semplicemente cambiata band: i Beatles qui non funzionano, proviamo coi Floyd.
Antò, una cosa, tra me e te: talebaneggiare è il primo passo verso l’oblio. Hai tutto il sale in zucca necessario per renderti conto che così non va. Non devi dimostrare nulla a nessuno, soprattutto giocando sul fegato dei tifosi. Al di là di qualsiasi componente emozionale, venuta meno dopo Parma e, anzi, a maggior ragione: qualcuno è scarico? Bene, in panchina. Spazio a chi vuole prendersi il futuro con la nostra maglia.



